Sicurezza
«A Vicenza la partita più brutta»
Mister Braghin dopo il ko della Pro Vercelli nello scontro diretto
PRO VERCELLI. Sabato il Grifone giocherà in uno stadio glorioso, che trasuda storia. Quello della Pro Vercelli pluriscudettata (ma alle origini del calcio), il Silvio Piola: e già l’intitolazione desta un sentimento di rispetto, se non di timore.
La Pro Vercelli, comunque, naviga in brutte acque, se non bruttissime: è penultima, 8 punti davanti al Grosseto. E sabato ha rimediato un significativo 3-1 al Menti, da parte di un Vicenza diretto concorrente che sta sparando le ultime cartucce per evitare di tornare di nuovo in Lega Pro (38 punti). Sabato la Pro Vercelli ha disputato una partita più che mediocre: «È stata la più brutta partita sotto la mia gestione - dice Maurizio Braghin al termine della partita - mi prendo tutte le responsabilità. Abbiamo avuto una metamorfosi pazzesca rispetto alla gara muscolare e gagliarda vinta martedì sera contro il Varese. E dire che abbiamo avuto anche le nostre belle occasioni senza però riuscire a sfruttarle. Sul piano dell'intensità, dell'approccio e della rabbia agonistica siamo stati nulli. Il Vicenza ha concretizzato tutte le palle-gol che gli abbiamo lasciato. Per i primi 30 minuti non siamo esistiti».
Braghin è l’artefice della promozione dalla Lega Pro. Aveva iniziato la stagione prima di essere rilevato da Giancarlo Camolese a metà ottobre: i piemontesi erano quintultimi dopo l’1-1 in casa del Lanciano. Poi altri 8 punti in 12 partite. E la Pro Vercelli era penultima con 15 punti. Braghin era quindi tornato in sella il 3 gennaio, richiamato per cercare di evitare la retrocessione.
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