Il Tirreno

Grosseto

Mai la Pasqua è stata così amara

di Paolo Franzò
Mai la Pasqua è stata così amara

Il Grifone aggrappato alle decisioni di Piero Camilli: iniziano i due mesi più lunghi per il futuro

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Non c'è bisogno di scomodare gli archivi, per dire che questa è certamente la Pasqua più amara, dal punto di vista sportivo, per il Grifone dell'era Camilli.

Manca ancora la matematica certezza, ma la sentenza finale di questa stagione pare sempre più inevitabile. In questo contesto, lo splendido gesto del presidente unionista nei confronti dei lavoratori della Mabro (sicuramente ben più amareggiati dei tifosi biancorossi, per questioni ben più importanti) si presta per alcuni a molteplici letture. Su tutte, quella di un legame forte di Camilli con il territorio che comunque lui ama e frequenta, da molto tempo prima di diventare il numero uno della vecchia Unione Sportiva.

Per questo, in molti auspicano alla fine, di ritrovarlo ancora al comando del vascello biancorosso, anche al via della prossima stagione. Con lui, la probabile retrocessione sarebbe vista in un certo modo. Senza di lui, ad oggi il quadro futuro si presenta totalmente in bianco e con un grande punto interrogativo nel mezzo.

È chiaro che nei prossimi due mesi l'aspetto sportivo lascerà lentamente spazio all'argomento futuro. Chissà se davvero l'uomo Camilli ha già deciso, come ebbe modo di dire, di lasciare al termine di questa stagione. O se ancora una volta, la voglia di riscatto, tanto più dopo una stagione in cui al Grifone ne sono state fatte di tutti i colori, non prevalga su tutto, magari anche sulla ragione. Del resto, son tempi difficili in ogni dove e “fare calcio” per un uomo solo diventa sempre più difficile e dispendioso, senza alcuna garanzia di successo.

Neppure il gran virtuosismo finanziario che ha sempre visto il Grosseto primeggiare in Italia, tra tante società che invece chissà come vanno avanti anche in piena crisi economica, neanche quello sembra bastare più. E' una retrocessione assurda, sotto certi punti di vista. Proprio per la solidità societaria. Il tifoso biancorosso medio aspetta. Aspetta un segnale dal presidente, in un senso o nell'altro. Quel quadro bianco appeso al muro non piace a nessuno. Tanto meno quel punto interrogativo nel mezzo.

Ma prima o dopo, Camilli farà chiarezza. Spiegherà cosa farà e quale sarà il destino del Grifone. Si dice che con la retrocessione entrerebbero in cassa comunque bei soldoni, tra questo e quell'altro. Si dicono tante cose, ma è sempre facile fare i conti con i soldi degli altri.

Tutto è legato invece solo alle motivazioni del presidente unionista, nella speranza che davvero non consideri conclusa la sua avventura in Maremma. Mai come quest'anno, il numero uno biancorosso si è beccato pure molte critiche. Inevitabili del resto, quando si è al comando di una qualsiasi azienda. L'impressione è quella che alla fine, in un modo o nell'altro, la voglia di rivalsa e l'orgoglio avranno la meglio su tutto e che quel punto interrogativo si trasformerà in una nuova sfida che potrebbe pure essere esaltante. Sognando, tra dodici mesi esatti, una Pasqua con il sole, in tutti i sensi. Ma è solo una sensazione.

Nell'attesa allora di sapere esattamente cosa accadrà, apprestiamoci a vivere queste ultime 8 gare di serie B, la prima delle quali sabato prossimo con lo Spezia. Con orgoglio e perché no, un pizzico di folle speranza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web