Il Tirreno

Grosseto

Da Ascoli ancora amarezze E l’arbitro non ha aiutato...

Da Ascoli ancora amarezze E l’arbitro non ha aiutato...

Ha pesato l’abbaglio sul 2-2 segnato da Lupoli, ma restano i soliti errori Come l’ingenuità di Som sul secondo giallo e l’errore di Lanni sul gol di Russo

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GROSSETO. Il solito copione, il solito film, già visto altre decine di volte quest'anno. La sconfitta di Ascoli, decisamente ingiusta, soprattutto nel punteggio, premia oltre i propri meriti la squadra marchigiana, ma soprattutto mortifica una volta ancora il lavoro di Francesco Moriero e di buona parte della sua squadra. «Non regaleremo nulla a nessuno», aveva tuonato in settimana Delvecchio e così, una volta ancora è stato. Certo, allo sportivo distratto, il 3-1 può apparire la logica conseguenza di un campionato disastroso. Ma di certo, anche il Grosseto di Ascoli se non altro si dimostra squadra orgogliosa, pur nei propri evidenti limiti, soprattutto tecnici, di alcuni elementi.

Una sconfitta figlia delle solite incredibili circostanze; errori singoli clamorosi, con tanto di ciliegina arbitrale finale. E proprio dall'abbaglio del giovane Pairetto, si deve partire. Il gol del 2-2 annullato a Lupoli nel finale, ha veramente dell'assurdo. Impossibile non pensar male, soprattutto dopo aver visto e rivisto le immagini televisive. Se si annulla una rete così, si deve fischiar fallo per la difesa, su ogni calcio d'angolo, in ogni partita, in ogni campionato. Ma che la coscienza del direttore di gara dopo non fosse proprio a posto, lo si è visto quando, concedendo a Zaza il rigore, Pairetto non ammonisce Feltscher per la seconda volta. Anzi, lo si era visto per tutto lo svolgimento della gara, quando i cartellini gialli, per i rudi centrocampisti e difensori ascolani, sembravano non esistere.

Detto ciò, è chiaro che la sconfitta non vada poi accollata tutta sulle spalle del fischietto piemontese. In precedenza, il “solito” Grifone aveva già pensato a farsi male da solo in più di una circostanza. Stavolta, l'invenzione di Moriero non paga e la scelta di mettere Som a destra, con Donati in panchina, alla fine vede il tecnico unionista “tradito” dal suo giocatore, ammonito 2 volte in pochi minuti, per altro in maniera stavolta ineccepibile, da parte dell'arbitro. Soprattutto il secondo fallo, Som (ammonito da poco), poteva e doveva evitare di commetterlo. La disperazione contemporanea di Gimenez, vicino all'azione, spiega come la squadra invece ci tenesse a far bene e in parte aveva già messo paura all'Ascoli, con Souleymane. Il secondo errore, è quello di un Padella quest'anno spesso irriconoscibile che non può perdersi Fecsezin su un cross del genere, per il gol dell'1-0.

Non parliamo poi del raddoppio, gentilmente concesso da un Lanni al terzo clamoroso errore in 2 partite, dopo una stagione invece strepitosa. Evidentemente, a livello di concentrazione, qualche giocatore comincia a mollare e a avvertire il peso di una stagione tutta storta. L'onore e la dignità sono salvi, niente da dire, ma non fanno legna, così anche la matematica certezza di un destino ormai segnato, si avvicina triste e impietosa. Tra una settimana, si riparte da Spezia.

Paolo Franzò

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