Il dolore
Sonnini: «Penalizzati dagli infortuni»
Il Braccagni di Pantani scende in Seconda con dubbi sul futuro
BRACCAGNI. «Una stagione costellata dagli infortuni».
Il direttore sportivo del Braccagni Gabriele Sonnini offre la sua chiave di lettura sulla principale causa che è costata la retrocessione in Seconda categoria alla formazione gialloverde. «Pensate che nel corso della stagione il sottoscritto, classe 1969, è dovuto scendere in campo, insieme ad Alessandro Massellucci del ’71».
Sonnini parla di un’emergenza continua che ha avuto come apice gli infortuni di lunga durata di Campana, Giorgini e Tarrini: «Non sono state solo queste le assenze, – aggiunge Sonnini – abbiamo dovuto fare i conti con infortuni che hanno colpito gran parte dei giocatori. Sia chiaro, non si è trattato di guai muscolari, quindi nessun errore nella preparazione ma è stata un’annata davvero sfortunata».
Ovviamente un campiono che si conclude con la retrocessione ha un bilancio negativo ma non mancano aspetti positivi: «L’allenatore Luca Pantani ha lavorato bene, contribuendo alla crescita della squadra. Basti pensare che nel girone di andata abbiamo totalizzato appena 4 punti mentre nel girone di ritorno siamo a quota 11 in 13 partite disputate, una media che ci avrebbe permesso di disputare i playout. Il dato è eloquente sul fatto che i giovani schierati in squadra hanno avuto una maturazione e questo è un merito da assegnare al mister».
Tra coloro che si sono messi maggiormente in evidenza Gabriele Sonnini indica tre attaccanti: «Enrico Steccati e Davide Amorfini del 1992 hanno disputato una stagione eccellente e sono due ottime promesse per il futuro. Insieme a loro abbiamo lanciato in prima squadra anche il romeno Dorin, classe 1994. Sono questi il fiore all’occhiello del nostro progetto giovani».
Il futuro del Braccagni però è incerto: «La crisi economica - spiega Gabriele Sonnini - si ripercuote anche sulle società di calcio che non possono più fare affidamento sugli sponsor abituali. Per questo motivo dobbiamo valutare se prepararsi al prossimo campionato di Seconda categoria, oppure se sarà necessario interrompere questa esperienza societaria e ripartire con una nuova realtà dalla Terza categoria».
(p.m.)
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