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Bosi: «Retrocessi serenamente»

di Paolo Mastracca
Bosi: «Retrocessi serenamente»

Soltanto una gioia per l’Orbetello, la vittoria al Maracanà

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ORBETELLO. «Siamo retrocessi serenamente». Con queste parole il presidente dell’Orbetello Palmiro Bosi argomenta il verdetto che fa scivolare la gloriosa Unione sportiva 1908 in Seconda categoria.

Un campionato che ha riservato solo delusioni, a parte un paio di soddisfazioni che però non assumono alcun significato se non sono estrapolate dal contesto generale. L’unico lampo del campionato è avvenuto alla sesta giornata quando la compagine lagunare riuscì ad espugnare il Maracanà di Porto S.Stefano vincendo il derby con l’Argentario. Da quel giorno ci sono volute 19 giornate per collezionare un’altra vittoria. L’opportunità è arrivata quando la situazione in classifica era compromessa ed il successo per 3-2 sul Follonica è servito almeno ad evitare lo zero nella casella delle vittorie casalinghe. Ventuno sconfitte complessive su 28 partite disputate, un bilancio che rischia di diventare ancora più severo nelle restanti due partite da disputare contro il Fonteblanda ed i neo campioni dell’Asta.

«Avevamo messo in conto - spiega Bosi - che questo campionato sarebbe stato difficile. Non volevamo retrocedere ma quando si allestisce una squadra composta da giovanissimi come la nostra si rischia quello che è successo. Noi abbiamo fatto una scelta che garantisce la vita della società in un periodo in cui saranno molte le realtà in Toscana che dovranno smettere oppure costrette ad unirsi con altre società per andare avanti». Il presidente osserva che è stata la mancanza di esperienza il tallone d’Achille della squadra: «sul piano del gioco siamo stati quasi sempre all’altezza dei nostri avversari ma spesso siamo stati puniti dall’eccessiva ingenuità. Per questo motivo l’allenatore non è mai stato in discussione, abbiamo iniziato con Francesco Bindi e termineremo il campionato con lui».

Sulle prospettive future Bosi è chiaro: «Il prossimo anno in Seconda categoria vogliamo fare bene ma l’ossatura della squadra resterà questo. Poi sia chiaro, se c’è qualcuno che pensa di fare meglio del sottoscritto ben venga, il mio posto è libero».

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