Sicurezza
Bene davanti, ma quanti rimpianti
Per lunghi tratti in campo 4 attaccanti, poi Moriero è costretto a coprirsi
TERNI. Anche dopo la gara del Liberati, rimane il rammarico per il non aver visto la squadra giocare così prima. Anzi, se ripensiamo alle tante partite giocate con moduli iper difensivi, i rimpianti si raddoppiano. Giusto il tempo di prendere le misure e quella che vedi in campo in casa delle Fere, sembra tutto, meno che l'ultima della classe. Si parte con il 4-4-2 annunciato e con gli uomini annunciati. Non c'è Feltscher, ma stavolta Donati non lo fa davvero rimpiangere. Delvecchio è il solito baluardo. Quelli dietro non concedono niente. Anzi, in fase d'attacco la squadra di Moriero è un autentico 4-2-4. Chissà se Conte, fautore di questo sistema di gioco e grande amico del tecnico biancorosso, non sia stato fonte d'ispirazione.
Gimenez, per una sera regala colpi di alta scuola e con Soddimo, si sacrifica anche molto in fase difensiva. Se nel primo tempo il Grifone chiudesse avanti di un gol, nessuno griderebbe allo scandalo. Nella ripresa, prima l'ingresso di Mandorlini per Soddimo (poco contento del cambio, con tanto di pugno sferrato alla panchina), dopo 6', mette la squadra in campo col 4-3-3. Poi, dopo altri 22', Moriero torna al modulo originario, inserendo Obodo per uno stanco Lupoli. Il giallo a Calderoni gli farà saltare il Cesena per squalifica (anche Mandorlini e Delvecchio) e consegna a Moriero una montagna di problemi sugli esterni (ma anche a centrocampo); a destra mancheranno sia Donati che Feltscher (grazie alle nazionali) e a sinistra chissà se potrà recuperare Som? (p.f.)
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