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Grosseto

Zuffa per Camilli alla Viterbese

Zuffa per Camilli alla Viterbese

Il presidente si scontra con il sindaco Marini durante una trasmissione sportiva

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VITERBO. «Gli imprenditori devono fare i fatti, e non le chiacchiere». «Senti, io prenderò la Viterbese quando tu non ci sarai più in mezzo».

Il presidente del Grosseto, Piero Camilli, ha dato vita l'altra sera ad un siparietto molto acceso con il sindaco di Viterbo, Giulio Marini, nel corso di una trasmissione sportiva andata in onda su Radio Verde.

Oggetto del contendere e dell’accesa discussione l'acquisto della Viterbese, una società scesa da qualche anno in serie D dopo essere arrivata anche in serie C1 ed in forte crisi economica nonostante l'ottima posizione in campionato.

Il nome del patron biancorosso Camilli, che al termine della gara con la Juve Stabia, ha annunciato la volontà di lasciare l'Unione sportiva Grosseto a fine stagione, è stato accostato il mese scorso alla società laziale.

La strategia è chiara: il Comandante vorrebbe prenderla, ma alle sue condizioni: «con una tabula rasa di tutti i dirigenti e del loro entourage» (il riferimento è soprattutto a Marini).

Camilli ha anche fatto presente che gli attuali debiti della società (valutati in due milioni e mezzo di euro) sono un ostacolo per l'eventuale trattativa e ha invitato i vecchi proprietari ad accollarsi la cifra.

Nella trasmissione di Radio Verde, ad un certo punto il conduttore Luca Tofani si è trovato in mezzo a due fuochi: da una parte il primo cittadino (dominus del Pdl, in carica dall’aprile 2008, dopo essere stato presidente della Provincia) e ultras gialloblù, Marini; dall'altra Piero Camilli, imprenditore, uomo di sport (dall’estate 2000 è al timone del Grosseto, dopo essersi fatto conoscere con la Castrense) e di politica, visto che è anche sindaco di Grotte di Castro e presidente del consiglio provinciale in quota Fratelli d'Italia, con il quale si è presentato alle ultime elezioni per il Senato.

La zuffa è durata diversi minuti. Con urla e voci che si sovrapponevano. E non ha prodotto alcun chiarimento. Anzi, i due si sono presi per tutto il tempo a male parole.

Con Camilli che ha consigliato al sindaco di ritornare a fare «l'usciere della Camera di Commercio».

In questo duello telefonico non sono mancati nemmeno i riferimenti alla politica. E non è nemmeno da escludere che il siparietto abbia conseguenze extra-sportive.

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