Il dolore
Cento donatori targati Marathon
Prosegue la campagna di sensibilizzazione voluta dal presidente
GROSSETO. È un'impresa anche questa, senza dubbio più importante di quelle sportive in senso stretto. Perché portare in due anni cento persone a diventare nuovi donatori di sangue merita certamente più di una medaglia. Questo ideale trofeo adesso è cucito sul petto di Maurizio Ciolfi e dei suoi collaboratori: insomma, di tutto il Marathon Bike. Da Salvatore a Gaia un gesto di solidarietà che vale più di mille parole e di cui non si può che essere orgogliosi. E per il quale il presidente dell'Avis Grosseto, Carlo Sestini, non può che essere più che soddisfatto.
Si chiama Gaia Rum la donatrice numero 100 tra gli atleti del sodalizio (podisti o ciclisti) o tra i sostenitori. Lunedì Gaia ha donato il sangue dopo aver corso la mezza maratona Roma-Ostia, due settimane fa, un esordio per lei su questa distanza.
Il primo a essere “reclutato” per questa speciale missione su Salvatore Mennella, nei primi giorni del 2011. E dopo di lui si sono succeduti sul lettino del reparto trasfusionale del Misericordia altre 99 persone: “Ma tu sei donatore?” è la domanda che Ciolfi ha posto a tutti loro. Li ha convinti o li ha semplicemente invitati. Perché alcuni già erano donatori. Ma perché questa domanda? Perché donare il sangue? Per ricordare Maurizio Baroni, morto il 17 novembre 2010 a causa di una malattia. Un'esperienza che Ciolfi aveva vissuto drammaticamente e che ha condiviso con tutti coloro che a Baroni erano affezionati. Non è stato difficile sensibilizzarli.
Tra gli atleti donatori ci sono personaggi di spicco nel panorama nazionale del podismo, come Stefano Musardo, Silvia Sacchini e Carolina Polvani.
Quando Ciolfi fece la proposta si trovò già circondato da atleti già donatori, come Adriano Nocciolini campione Italiano di ciclismo su strada (Enel e ferrotranvieri), la motociclista Silvia Giannetti, l'ironman Alessandro Bossini, e Massimo Taliani, uno dei più forti ultramaratoneti in circolazione. Cento e più donatori che rendono il Marathon Bike ancora di più un club grandi numeri.
(p.s.)
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