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Grosseto

Dalla curva: «Poteva tirare Delvecchio...»

GROSSETO. Delusione per l'ennesima sconfitta stagionale, sconforto per un'altra prestazione sottotono della squadra nonostante la vittoria (che aveva fatto rifiorire la speranza di una possibile...

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GROSSETO. Delusione per l'ennesima sconfitta stagionale, sconforto per un'altra prestazione sottotono della squadra nonostante la vittoria (che aveva fatto rifiorire la speranza di una possibile risalita in classifica) contro il Sassuolo nel turno precedente di campionato ed un pizzico di ironia che, anche sugli spalti, non guasta mai. Questo è stato il pomeriggio vissuto dai sostenitori dell'Us Grosseto, sia quelli assiepati nella parte inferiore della curva nord – cioè il “cuore pulsante” della tifoseria biancorossa – soprattutto giovanissimi che il resto del settore, in tutto quasi trecento persone, anche se erano piuttosto numerosi i seggiolini vuoti. In curva si è vissuto prima con curiosità e con attesa il pre-partita contro il Verona, per poi sfogare l'insoddisfazione per un'annata a dir poco stregata e che, per molti grossetani, è ormai destinata a concludersi con la retrocessione in Lega Pro del “Grifone”. «Io credo che ci si possa salvare – aveva detto Paolo poco prima del fischio d'inizio, con tanto di sciarpa biancorossa al collo – fino a quando non ci sarà il verdetto finale del campionato».

E così molti altri tifosi, mentre Delvecchio e compagni si stavano scaldando prima della gara. Ma già dopo il calcio di rigore fallito da Piovaccari che poteva dare il pareggio al Grosseto, sono arrivate le prime esternazioni.

«Perché Piovaccari, visto che ne aveva già sbagliato uno contro il Vicenza e non Delvecchio?», è stata la domanda più frequente che si è posta gran parte della curva. Ma episodio a parte, ad un primo tempo in cui la squadra di Moriero è apparsa abbastanza presente e combattiva ha fatto da contraltare una ripresa fiacca e senza stimoli ed a quel punto la pazienza dei supporters biancorossi ha toccato il fondo. La reazione? Ironica e consapevole, a due mesi dalla fine della stagione, come a voler al più presto cambiare pagina ed iniziare una nuova avventura. «Salutate la capolista..», «Venite sotto la curva», sono stati i cori di “incitamento” che provenivano dalla curva nord mentre i giocatori, al termine dei classici convenevoli del post- partita, si stavano dirigendo, a testa china, nello spogliatoio dopo un'altra sconfitta di fronte al pubblico (ex) amico.

Stefano Fabbroni

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