Finanza
Tra Andrea e Matteo 4º incrocio
I Mandorlini padre e figlio di nuovo di fronte, la prima volta fu in Verona-Brescia del 2011
GROSSETO. Quello odierno sarà il quarto incrocio tra Mandorlini babbo e Mandorlini figlio. Una storia nella storia, di quelle che non si trovano tutti i giorni. Tre volte Matteo ha giocato contro una squadra allenata dal padre, la quarta (nel gennaio scorso) Matteo era rimasto in panchina mentre Andrea era squalificato (al suo posto Bordin). E per Matteo un altro record nel segno del 3: è la terza volta in questa stagione che gioca contro il Verona.
All’andata, Verona-Spezia finì 1-1: Matteo entrò al 20’ della ripresa. Al ritorno al Picco fu 0-1. E quando gli altri incroci tra padre e figlio? Il primo nel novembre del 2011 al Bentegodi; tredicesima giornata di andata di quel campionato, di fronte Verona e Brescia. Matteo era arrivato alle rondinelle dal Piacenza ed entrò in campo sullo 0-0, al 36' del primo tempo, al posto dell'infortunato Dallamano. Scienza, tecnico dei lombardi, lo mise a fare il terzino sinistro. Alla fine, vinse per 1-0 Andrea, ma Matteo se la cavò egregiamente, con le emozioni che la fecero da padrone. Prima, l'occhiolino strizzato dal babbo, verso il figlio, nel momento dell'ingresso in campo, con gli occhi dei due che inevitabilmente si cercano. Poi, al ritorno in campo dopo il primo tempo, Andrea chiama a se Matteo; bacio e abbraccio.
Matteo si prende la rivincita al ritorno, nell'aprile dello scorso anno; al Rigamonti il Brescia stende 2-1 l'Hellas, grazie a un gol al 90' su punizione di Cordova (ex biancorosso). L'attuale centrocampista biancorosso stavolta gioca tutti i 90', con mister Calori nel frattempo subentrato che lo utilizza nel suo centrocampo a 5. Non segna, ma è tra i migliori in campo.
In una recente intervista, ecco il pensiero uno dell'altro; Matteo: «Papà fantastico e ottimo allenatore». Andrea: «Un difetto di mio figlio? Se può esser definito tale, un po' troppo irruento, entra sempre, come facevo io del resto. Un pregio? E' uno che da sempre tutto, con grande sacrificio e amore per questo sport».
I due, prima di ogni incrocio interrompono le comunicazioni qualche giorno prima e comunque non parlano mai della partita che verrà. Ma l'orgoglio e l'emozione, saranno palpabili anche questo pomeriggio, da una parte e dall'altra. Se cercate una bella storia, al di là della partita, la troverete in questa sfida, schietta e sincera. Sempre che mister Moriero non decida di privarcene, lasciando Matteo in panchina. E se invece dovesse segnare addirittura un gol? «Farebbe piacere», disse allora il babbo. In fondo, manca solo questa pagina.
(p. f.)
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