Sicurezza
Tocci si difende: «L’arbitro? Non l’ho nemmeno sfiorato»
Parla la “portiera” della Polisportiva Castiglione punita fino al 28 agosto per percosse e frasi offensive
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È costata cara a Deborah Tocci, portiere della Polisportiva Castiglione della Pescaia, l’espulsione alla fine del primo tempo nella scorsa partita contro l’Arezzo del campionato regionale di serie C femminile.
Il giudice sportivo l’ha squalificata fino al 28 agosto prossimo, come si legge nel bollettino della federazione - «A fine primo tempo proferiva frase blasfema ed irriguardosa verso il d. g. Di poi offendeva l'arbitro e lo colpiva con due colpi a mano aperta sul petto senza peraltro provocargli conseguenze proferendo, nel contempo, frase intimidatoria». Un’espulsione nata da un gol contestato nei minuti di recupero dei primi 45’ (la partita l’ha poi vinta l’Arezzo per 3-1), che ha visto proprio la Tocci protagonista.
Al telefono Deborah non ci sta a passare come una provocatrice e giura di «non aver toccato minimamente l’arbitro al momento dell’ingiusta espulsione», tra l’altro un ragazzino alle prime esperienze.
La storia di Deborah Tocci parte da lontano: la sua è stata una bella carriera, e oggi all’età di 36 anni è praticamente finita. Domenica scorsa Deborah era stata richiamata per dare una mano alla squadra: da un paio d’anni infatti ha attaccato gli scarpini al chiodo per i problemi alle cartilagine delle ginocchia, che gli hanno fatto chiudere con il calcio giocato e gli allenamenti. In passato ha sempre fatto l’attaccante, ma per la gara contro l’Arezzo servivano dei rinforzi, a causa dell’influenza e di qualche assenza, e Deborah ha accettato di dare una mano alle sue ex compagne, schierandosi addirittura fra i pali.
«La partita era molto importante – racconta la Tocci – quest’annata è difficile per la squadra in un campionato impegnativo come la serie C, e io sono tornata volentieri per giocare ancora una volta. Tutto è successo alla fine del primo tempo, con l’arbitro che ha dato dei minuti di recupero che non ci stavano, e con il secondo gol che è nato da un clamoroso fallo commesso ai miei danni».
Deborah non si nasconde, ricordando il suo carattere davvero “focoso”, che più volte l’ha costretta a qualche squalifica: «Quando ho visto che convalidava la rete gli ho subito detto che si stava sbagliando, che avevo subito una carica che mi aveva scaraventato a terra impedendomi la parata, ma l’arbitro ha estratto il cartellino rosso e mi ha cacciato, senza nemmeno darmi una spiegazione. Poi è vero che qualche parola di troppo mentre me ne stavo andando glielo ho detta, ma assolutamente non l’ho toccato, nemmeno sfiorato. Quanto ha scritto è una sacrosanta bugia».
Insomma, per Deborah non ci sono tanti rimpianti per la lunga squalifica, ma solo per aver lasciato la squadra in dieci: «Purtroppo mi è dispiaciuto molto chiudere in questo modo, e non potere aiutare le mie compagne. Ci tengo solo a far sapere come è andata e che non sono una bugiarda».
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