Il Tirreno

Grosseto

«Correrò per 100 chilometri nel Sahara»

di Massimo Galletti
«Correrò per 100 chilometri nel Sahara»

Guido Petrucci, vigile del fuoco, si mette alla prova per una settimana sulle dune insieme a Bausani, Coli e Demasi

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GROSSETO. Il suo lavoro è quello di vigile del fuoco, ma la passione di Guido Petrucci è quella di mettersi continuamente alla prova. Si spiega solo così l’idea del grossetano che insieme a tre “pazzi” come David Bausani, Paolo Coli e Salvatore Massimo Demasi, tutti appartenenti al Triatlhon Grosseto, ha deciso di partecipare dal 3 al 9 marzo in Senegal alla “100 Km del Sahara” con altri 100 atleti, provenienti da ogni parte del mondo.

Questa competizione fa concorrenza all’altra più famosa chiamata “Marathon de Sable” di 240 km, una gara che si corre rigorosamente sulla sabbia del Marocco e dove solo in pochissimi riescono ad arrivare al traguardo. Per Petrucci e compagni sono stati mesi di intenso allenamento, completato solo pochi giorni fa: tutti i giorni una media di 25 km sulla sabbia di Marina di Grosseto, andando a cercarsi le dune dove possibile, salendole e scendendole più volte. Inizialmente si doveva correre in Tunisia, poi l’organizzazione della manifestazione che è tutta italiana, per motivi di sicurezza, ha deciso di spostarla in Senegal, seguendo per quanto possibile i percorsi della vecchia Parigi-Dakar delle moto.

«La prima preoccupazione” racconta Petrucci - è quella di avere la piena autosufficienza alimentare con l’aggiunta dell’incognita alta temperatura. Si va dai 35 gradi in su. Dovremo bere tantissimo per non incappare nel classico colpo di calore, inoltre dovremo coprire la pelle per non ustionarci. Correremo su un terreno misto. Si vada dalla sabbia, alla pietra e lo sterrato della Savana». Avrete un kit in dotazione ? «E’ obbligatorio. Partiremo con uno zaino idrico che dovrà sempre contenere minimo due litri d’acqua. Una coperta di sopravvivenza che da un lato trattiene il calore e dall’altro rilascia il freddo. Una luce chimica, un fischietto e un accendino, nel caso fossimo costretti ad accendere un fuoco d’emergenza. Per l’abbigliamento useremo tessuti che fanno traspirare velocemente il sudore e ci doteremo di un cappello particolare che ha due bande più lunghe dietro la nuca. Simile, per intenderci, a quello dei soldati della Legione Straniera. Poi ci siamo procurati gli occhiali da motociclista per proteggerci dalle tempeste di sabbia. Una bandana per la bocca, sempre per la sabbia e il calore. Le ghette da mettere sopra le scarpe da “Runner”, per non fare entrare la sabbia, la polvere o i sassi all’interno. Una curiosità, abbiamo scarpe con un numero più grandi perché il piede si gonfierà sicuramente».

Quanto peso si perde ad ogni tappa ? «Si va dai tre ai cinque chili. Per la maggior parte sono liquidi, ma ci siamo muniti di barrette energetiche, alimenti ad alto valore energetico, facili da assimilare e soprattutto ad effetto immediato. Oltre ad integratori e vitamine». La domanda è d’obbligo: ma chi ve lo fa fare ? «Vogliamo metterci alla prova. Vedere quali sono i nostri limiti. L’obbiettivo numero uno è di arrivare al traguardo, ma lo scopo è un’altro. Vogliamo partecipare alla “Marathon del Sable” e per farlo proviamo intanto cosa riusciremo a fare in questa».

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