Il Tirreno

Grosseto

Piero Camilli esce con gli occhi lucidi

Piero Camilli esce con gli occhi lucidi

I tifosi offendono il presidente calabrese Foti, accompagnato fuori dalla polizia

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GROSSETO. «Io non piango mai», ma tra i tifosi nessuno aveva mai letto in faccia al presidente Camilli la disperazione, l’impotenza, come ieri pomeriggio. E nemmeno i cori degli sportivi sono serviti a calmare la sua rabbia e ad asciugare i suoi occhi lucidi.

È stato un pomeriggio duro per il Comandante, che ha seguito le ultimi fasi del confronto dalla balaustra sopra la sua abituale postazione. Si aspettatava decisamente un diverso epilogo della gara; non ed in cuor suo voleva prendersi una rivincita personale nei confronti di “Lillo” Foti, che lo ha costretto a pagare una multa, per alcune dichiarazioni rilasciate all’indomani della gara dell’autunno 2011.

Foti, sistemato nella parte sinistra della tribuna centrale, ha invece seguito la gara in silenzio, scortato dagli steward e dalle forze dell’ordine, chiamate in causa dopo il vantaggio reggino. Alcuni tifosi della tribuna laterale hanno riconosciuto il dirigente calabrese e hanno iniziato ad offenderlo, mentre tutto lo stadio ha cominciato a urlare “mafiosi, mafiosi”, all’indirizzo dei giocatori in maglia amaranto.

I momenti di tensione si sono smorzati con il passare dei minuti e subito dopo il triplice fischio arbitrale Pasquale Foti è stato accompagnato fuori dallo stadio dalla polizia, mentre sul terreno di gioco i dirigenti biancorossi chiedevano spiegazioni all’arbitro Giancola per due decisioni che si sono rivelate decisive ai fini al confronto. (m.c.)

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