Trasporti
«Salvezza difficile ma non impossibile La corsa è lunga»
Menichini parla al termine del suo primo giorno di lavoro «Le scelte? Non è facile vedere in azione tutti i 31 giocatori»
GROSSETO. «Siamo consapevoli tutti, che c’è da fare un’impresa. Sia chiaro che io non sono venuto a Grosseto a svernare, ma per centrare una salvezza difficile, ma non impossibile».
Leonardo Menichini, 59enne originario di Ponsacco (ma da anni residente a Ronciglione, in provincia di Viterbo), si è presentato così alla stampa:motivato, realista e deciso a trovare il male che sta attanagliando il Grifone in questa disgraziata stagione.
«Questa squadra - ha tenuto a precisare - ha dei valori e non so per quale motivo è ultima. Sono qui per scoprirlo e per trovare un rimedio. Anche se ci sono stati sei punti di penalizzazione questa squadra ha le potenzialità per fare di più».
Nella sua carriera, il nuovo allenatore biancorosso ha incontrato da avv ersari diversi giocatori ed ha allenato personalmente Curiale (a Crotone), Jadid (a Brescia) e il fuori lista Formiconi.
«I giocatori - dice - li conosci bene solo quando li hai. In questa stagione ho visto il Grosseto dal vivo contro la Ternana e altre volte in tivù. Mi sono preparato una serie di dvd, che visionerò con il mio collaboratore Andrea Bonatti (vice e preparatore atletico, ndr.). Ovviamente le risposte le aspetto, da subito, dal campo».
Quali sono state le prime impressioni dopo la doppia seduta di ieri?
«Ho cercato di mischiare le carte. Ho delle idee e sto valutando. Qualcuno mi ha sorpreso, ma non è facile vedere tutti in azione con una rosa di 31 giocatori. Quando si decide di subentrare si prende il buono e il meno buono. Ho comunque due giorni di tempo per decidere chi mandare in campo. Giocherà chi sta meglio».
Menichini, che ha ricordato con piacere la parentesi come vice di Carletto Mazzone («In certe squadre abbiamo dato spettacolo, come a Bologna«), non ha ancora deciso il modulo da utilizzare, ma ha ben chiaro come vuol fare giocare la squadra: «Mi piace giocare palla a terra ed ho parlato anche a Sforzini, uno che ha il punto di forza nei colpi di testa, che si è detto disponibile a sacrificarsi. Non dobbiamo però andare allo sbaraglio solo per dimostrare di essere bravi».
«Con la Reggina - prosegue - non sarà facile, ma dobbiamo giocare rabbiosi, aggressivi».
Cosa ha detto ai ragazzi? «Adesso l’obiettivo è la gara di domenica, non guardiamo la classifica. La nostra è una corsa lunga, con tante tappe. Non è facile, ma la classifica ci dà ancora qualche possibilità. Ci aspettano 24 battaglie, ma dobbiamo pensare ad una alla volta. Puntiamo per il momento ad una coda. Vorrebbe dire aver lasciato indietro tre squadre, ma con pizzico di fortuna si potrebbe uscire anche dalla zona calda».
«Da parte mia - conclude Menichini - metterò lavoro, passione, cercando di sbagliare il meno possibile. Spero di dare ai ragazzi la necessaria tranquillità e di sfruttare al meglio le loro caratteristiche».
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