Il Tirreno

Grosseto

Quanti scudetti in campo tra Novara e Follonica

di Michele Nannini
Quanti scudetti in campo tra Novara e Follonica

Stasera (20,45) in Piemonte una sfida ricchissima di storia dell’hockey su pista Dopo tanti anni si gioca di nuovo in A1: pronostico per i locali, molto rinforzati

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FOLLONICA. In un certo senso è una partita ricca di storia del rotellismo italiano. La sfida fra Roller Novara e Follonica Hockey (Palasport Dal Lago, ore 20,45, arbitri Carmazzi e Fabris) mette sul piatto 36 scudetti, 28 coppe Italia e un bel po’ di altri trofei vari.

Echi di un passato che non c’è più, remoto quello dei piemontesi, un po’ più recente quello degli azzurri. Una sfida che torna a giocarsi in serie A1 dopo parecchi anni di assenza, a causa delle problematiche economiche e societarie della squadra che ha scritto la storia dell’hockey italiano, tornata nella massima serie dopo anni di difficoltà. Le ambizioni del team di Erasmo Marcon (il coach oggi è squalificato) sono elevate, e nessuno lo ha mai nascosto: dopo una estate di speranze, proclami e timori alla fine il Novara ha allestito un collettivo di assoluto livello, da molti indicato come la possibile mina vagante della serie A1, un mix di esperienza e classe che i dirigenti piemontesi sono riusciti a mettere assieme scovando talenti più o meno conosciuti e radunandoli tutti in quello che è ancora il tempio dell’hockey italiano. Giusto per dire: Oviedo è stato il portiere dello scudetto del Valdagno; Travasino nel suo ruolo riesce a fare la differenza; gli argentini Gonzalo Romero e Mario Rodriguez hanno già dimostrato di sapersi adattare all’hockey italiano (4 gol rifilati al Lodi nel vittorioso derby del nord-ovest). E dire che da un paio di settimane non c’è più Emanuel Rodriguez, tornato in Argentina per curare un problema ai polsi ed ancora non rimpiazzato dalla società novarese. Con un gruppo del genere Travasino e compagni possono far paura a tutti, ed il Lodi ne ha già saggiato la consistenza; stasera per il Follonica di Polverini sarà un esame di quelli difficili, dopo che le due sfide sulla carta più alla portata degli azzurri hanno portato in cascina solo un punto e tanti rimpianti per la quantità colossale di occasioni mancate ed errori anche banali commessi in attacco ed in difesa. Il tecnico del Golfo saprebbe dove intervenire, ovvero nella concretezza in zona gol, il problema è riuscire a farlo. Sabato scorso ha provato a metterci del suo pure lui con i tre gol che avevano messo in discesa il derby con i lanieri, mentre il pareggio subito a 30 secondi dalla fine grida ancora vendetta. Pronostico che pende ancora dalla parte dei locali, che però hanno perso pure loro già tre partite subendo un gol in più del Follonica e segnandone solamente cinque in più, segno che qualche punto debole ci deve pure essere.

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