Lutto
«Non mi riconosco più in questa federazione»
Il delegato provinciale Leonardo Pollini sbatte la porta ed esce di scena «Non mi è andata giù come Fraccari ha gestito la vicenda Grosseto Baseball»
GROSSETO. La crisi del baseball grossetano si ripercuote anche a livello federale. Non ci sono più società sufficienti per continuare ad avere un comitato provinciale, ma solo un delegato, che non sarà Leonardo Pollini: dopo quattro anni di presidenza, sbatte la porta ed esce di scena.
«Non mi sento di rappresentare una Federazione - scrive Pollini - che non riconosco più. Ci sono stati molti episodi che mi portano a fare questa affermazione, primo fra tutti come è stato gestito il caso dell'arbitro Scirman. La federazione non ha preso minimamente in considerazione le mie affermazioni senza prendere provvedimenti nei confronti dell'arbitro (per chi non se lo ricordasse aggressione dell'arbitro nei confronti di altro tesserato).».
«Non mi è andata giù - prosegue Leonardo Pollini - come è stata gestita dal presidente Fraccari la questione Grosseto Baseball e l'avvento degli americani, senza coinvolgere nella questione né me, come presidente provinciale, né il presidente regionale Peronaci, le massime autorità sul territorio, e tutti purtroppo abbiamo visto come è andata a finire, con Grosseto, ad oggi, fuori dal baseball che conta».
Secondo Pollini «prima di prendere questa decisione bisognava coinvolgere anche altri soggetti che all'epoca erano disposti a risollevare le sorti del baseball grossetano».
«Dopo la mia elezione - dice ancora l’ex presidente Fibs - la prima cosa che mi ero prefissato era quella di mettere ad un tavolo le società per il bene del baseball a Grosseto, ma sembrerà strano non è stato facile mettere d'accordo ben 5 società, perché ognuno pensa sempre al proprio orticello. Quando c'è stata la questione dell'assegnazione del campo di via Orcagna mi sono proposto come garante per la gestione degli orari degli allenamenti e delle partite e sono stato accusato dal Rosemar di fare gli interessi dello Junior, ad una riunione al campo insieme ai funzionari comunali mi è stato detto (sempre dal Rosemar) che li non ci dovevo stare nonostante l'assessore allo sport mi avesse nominato garante. Sempre tesserati del Rosemar hanno scritto in federazione chiedendo di commissariare il Comitato provinciale perché non ero imparziale e facevoa gli interessi dello Junior, quando invece in questi 4 anni ho sempre cercato di dare una mano alle società che me lo hanno chiesto, senza fare favoritismi. E questo è un dato di fatto inconfutabile».
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