Il Tirreno

Grosseto

Stangata, 4 mesi a Camilli e 25mila euro di ammenda

di Maurizio Caldarelli
Stangata, 4 mesi a Camilli e 25mila euro di ammenda

Mano pesante del giudice sportivo: il Comandante inibito fino al 15 marzo Tre giornate di squalifica anche per Ranucci e Ferrara dopo la gara con l’Ascoli

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GROSSETO. Il presidente Piero Camilli ha pagato con una inibizione di quattro mesi (fino al prossimo 15 marzo) e diecimila euro di multa lo sfogo rabbioso nei confronti dell’arbitro Gavillucci, al termine dell’incontro di sabato scorso con l’Ascoli.

Il giudice sportivo di serie B, oltre a punire il Comandante, ha avuto la mano pesante nei confronti della società, multata di 15.000 euro per «avere, al termine della gara, omesso di impedire l'ingresso e la permanenza negli spogliatoi di persone non autorizzate che rivolgevano, con tono intimidatorio e minaccioso, agli Ufficiali di gara ed al collaboratore della Procura federale numerosi e pesanti insulti ed epiteti ingiuriosi».

Tre giornate di squalifica sono state comminate anche all’avvocato Antonio Ranucci «per avere, al termine della gara, nel sottopasso, rivolto, con atteggiamento minaccioso, al direttore di gara espressioni ingiuriose, offensive ed accuse di parzialità».

Tre turni di stop anche per uno dei collaboratori di Mario Somma, Ciro Ferrara, reo di avere «al 16º del secondo tempo, a giuoco fermo, indirizzato agli ufficiali di gara espressioni ingiuriose e gravemente offensive; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale di gara».

Un vero e proprio bollettino di guerra, insomma, che serve anche a confermare quanto sia stato lo sdegno della dirigenza biancorossa, al termine di una gara contraddistinta da un arbitraggio a tratti irritante, con falli inesistenti e cartellini estratti con leggerezza.

Camilli, che al termine della gara con l’Ascoli si è precipitato in campo per chiedere spiegazioni a Gavillucci, per difendere il suo Grosseto, è stato inibito per aver «rivolto, con atteggiamento minaccioso, al direttore di gara espressioni ingiuriose, offensive ed accuse di parzialità; per avere, inoltre, indirizzato al collaboratore della procura federale, con tono sprezzante, epiteti insultanti ed ingiuriosi unitamente a giudizi lesivi dell'onorabilità dell'Istituzioni federali».

Nel giudicare il referto arrivato da Grosseto, il giudice sportivo non ha probabilmente considerato i soprusi subiti dalla società biancorossa nelle precedenti partite e il comportamento dell’arbitro. Un verdetto (al quale va aggiunta l’attesa squalifica per una giornata di Gennaro Delvecchio) che sicuramente servirà a compattare ancor di più l’ambiente in vista di un’altra gara sentitissima, contro lo Spezia, che il Grosseto proverà a vincere per proseguire la sua rimonta verso acque più tranquille.

È certo, però, che per tranquillizzare l’ambiente serviranno designazioni all’altezza della situazione e arbitri imparziali.

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