Sicurezza
Da Palazzi a Gavillucci un 2012 da cuori forti
GROSSETO. Piero Camilli non molla. L’avete visto dopo aver inseguito Gavillucci per riversargli addosso tutto il suo disappunto? Ha stretto il pugno e ha agitato il braccio in segno di lotta,...
GROSSETO. Piero Camilli non molla. L’avete visto dopo aver inseguito Gavillucci per riversargli addosso tutto il suo disappunto? Ha stretto il pugno e ha agitato il braccio in segno di lotta, strappando ancora più applausi dalla tribuna cui si era rivolto. Ha sfogato la tensione accumulata nella partita che ha finalmente ridato 3 punti ai biancorossi. Una partita trascorsa sulla graticola: da quella parte della tribuna gli aggettivi per l’arbitro di Latina si sono sprecati per tutta la partita, toccando il culmine con la punizione del fallo (non fallo) di Antonazzo.
Piero Camilli non molla. Vuole, deve averla vinta lui. Avevano iniziato bene, gli arbitri di questa stagione, anche se esordienti. Con il passare delle giornate il livello non è stato però paragonabile. E ci hanno messo del loro anche i direttori di gara che esordienti non erano.
Un pensiero in più per il presidente, che da questo 2012 ha già avuto abbastanza preoccupazioni. Prima fra tutte, il processo Calcioscommesse, con i deferimenti chiesti dal procuratore federale Stefano Palazzi: la prima penalizzazione, la seconda, il ricorso in appello, l’assoluzione. Poi la questione dei 4 giocatori epurati, un grattacapo di cui tutti - ma proprio tutti - avrebbero fatto volentieri a meno. E tutto questo tralasciando le “normali” questioni che agitano da sempre le vicende biancorosse e che hanno già segnato questi primi dieci mesi, come la classica rivoluzione nella rosa al mercato di gennaio, il cambio degli allenatori (anche quello a due turni dalla fine della passata stagione, proprio quando è arrivata la salvezza). Insomma, servono cuori forti. E del resto, la B non è mai stata una passeggiata...
(p.s.)
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