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Gavorrano, Alderotti sicuro: «Vincere in casa per essere salvi»

Gavorrano, Alderotti sicuro: «Vincere in casa per essere salvi»

GAVORRANO. Concentrazione, difesa a tre e una buona dose di «fattore C», come la chiama lui. Che potremmo tradurre come “fortuna”. Ecco la miscela per sfatare il tabù Malservisi-Matteini di Andrea...

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GAVORRANO. Concentrazione, difesa a tre e una buona dose di «fattore C», come la chiama lui. Che potremmo tradurre come “fortuna”. Ecco la miscela per sfatare il tabù Malservisi-Matteini di Andrea Alderotti, il centrale difensivo rossoblù (ex capitano della primavera dell’Empoli) che ultimamente si sta ritagliando la maglia da titolare accanto a quella del capitan Miano. «In trasferta le squadre avversarie sono costrette a fare il loro gioco e ci lasciano spazi – spiega – Invece quando giochiamo in casa noi si chiudono. Quindi dobbiamo essere bravi nell’affrontarle». Perché per il Gavorrano in versione corsara di quest’anno infatti i punti arrivano lontano dalla Maremma. «Se riusciamo a fare punti anche in casa, riusciremo a raggiungere prima la salvezza, il nostro obiettivo». E non è un’impresa semplice. Lo dimostra la classifica: in appena 8 punti sono racchiuse ben 12 squadre.

«È un campionato molto equilibrato, livellato verso il basso. – dice Alderotti – credo che la media salvezza si sia alzata di almeno 3 punti». Tutta un’altra storia insomma rispetto a l’anno scorso. Non solo per i pezzi da novanta (Fioretti e Pucciarelli) che hanno lasciato il Gavorrano, ma anche per il livello degli avversari. Detto questo comunque anche la squadra rossoblù ha cambiato qualcosa. «Certo, Fioretti e Pucciarelli hanno portato quei 45 gol in più. Ma noi siamo una buona squadra, anche se con qualche differenza. Ci siamo ringiovaniti, per esempio. E cambiamo modulo, anche in funzione degli avversari».

Su questo aspetto Alderotti si concentra particolarmente. Il centrale 21enne infatti è uno sponsorizzatore dell’inedita difesa a tre, schierata di recente anche da Renato Buso. «Penso che sia il calcio del futuro: ti permette di essere più solido dietro. Si vede dalle più grandi squadre: sono tutte con la difesa a tre. Noi siamo giovani e dobbiamo provare. Ma credo che sia davvero il futuro». Dal canto suo, Alderotti, sempre più titolare accanto a Miano nelle ultime partite, in questo schema ci si vede bene: «Io sono più per costruire, ma posso fare tranquillamente anche l’esterno dei tre con questo modulo».

Alfredo Faetti

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di Redazione web