Gioco
Domani l’elezione della presidenza Fibs
A Salsomaggiore il Bbc Grosseto tifa per il nome nuovo Carnevale, che ha lo stesso slogan “ripartiamo dalla base”
ROMA. Riusciranno Nino Micali e Claudio Carnevale a convincere il popolo degli scontenti e sfrattare Riccardo Fraccari, alla caccia del quarto mandato, dalla poltrona di presidente della Fibs? È la domanda che si porta dietro l'assemblea elettiva della Fibs che va in scena domani a Salsomaggiore. Un'assemblea attesa con interesse anche dal gruppo che sta cercando di ridare fiato al Bbc Grosseto, che potrebbe trarre beneficio da un cambiamento al vertice.
Claudio Carnevale, presidente dell'Urbe Roma, che ha fatto squadra con Massimo De Luca, popolarissimo giornalista Rai, e con Marco Sforza, imprenditore, hanno molte cose in comune con la cordata che non vuol far morire il vecchio Bbc «Ripartiamo dalla base per puntare in alto».
«Ho deciso di scendere in campo - ha spiegato Claudio Carnevale in una conferenza stampa - dopo aver visto persone rassegnate e deluse perché non vedevano un futuro nel baseball. E mi sono detto: «Sono un vigliacco se non ci provo». Ed eccomi qua, consapevole che negli ultimi quattro anni è stato realizzato ben poco. È mancata un'analisi vera della situazione, non mi è piaciuto l'atteggiamento politico. Oggi per entusiasmare la gente ci vuole qualcosa di diverso; il baseball non è più vendibile, quasi non esistiamo. Siamo rimasti 4 gatti spelacchiati».
Carnevale, ex giocatore della Roma, è tornato al suo grande amore di gioventù nel 2008 per rilanciare il baseball a Roma. «Quando mi sono reso conto che tutto quello che facevo non aveva un senso, se non proseguivo in un contesto nazionale, ho accettato l'offerta di Marco Sforza. Il secondo stimolo è stata la conoscenza di Massimo De Luca».
Quali impressioni ha avuto dopo gli incontri?
«Di aver incontrato persone molto concentrate sul locale, con molta capacità, ma che stanno annaspando. Molto delusi dal contesto generale, appassionati e decisi ad andare avanti. Chi vuole cambiare la mano gliel'abbiamo tesa».
Massimo De Luca, dopo nove anni di corteggiamento da parte di Sforza, ha deciso di scendere in campo: «Si è un po' alleggerito il mio impegno lavorativo ed ho conosciuto Carnevale: con una persona così c'è la possibilità di fare qualcosa. Ci possiamo integrare, lui può lavorare con le società, io posso portare esperienza nel campo della comunicazione».
Carnevale, come ìmmagina il prossimo torneo di Ibl?
«L'Ibl deve nascere su delle fondamenta basate sul business. Gli americani li conosco bene. Sono dei perfezionisti. La IBL deve essere un conglomerato di aziende e deve nascere anche una lega che si sganci dalla Fibs. La Fibs deve curare l'immagine della nazionale di baseball, la lega deve essere legata al business e allo sponsor, che si deve legare per quattro anni alla società. L'idea di Fraccari era giusta, voglio prendere ciò che di buono ha fatto e portarlo avanti con mentalità imprenditoriale e manageriale».
Perché ha deciso di non partecipare alla Ibl?
«Quattro anni fa mi fu proposto, ma ho preferito seminare da zero. E' una mia scelta, fare la Ibl, prendere gli oriundi sarebbe stato facile. Avrei raggiunto una visibilità maggiore, ma come appassionato, come romano non sarei stato soddisfatto e ho iniziato un percorso che non ha fatto felice Fraccari. Adesso ho una buona squadra, un buon vivaio e sono pronto per fare l'Ibl. Ma nella riunione di Firenze sono rimasto deluso. Pensavo di buttare giù un programma per i prossimi anni, invece il nodo della questione era o se giocare due o tre partite e utilizzare sei o sette italiani. “Noi siamo qui per decidere questo - mi è stato detto - Sei interessato?" Se questo è il modo di gestire il baseball me ne vado di corsa. Bisogna ristrutturare la Federazione e poi creare la lega».
Sulla nazionale, Carnevale va in controtendenza: «A me piace ripartire dai ragazzi. La nazionale è il frutto di un lavoro dal basso verso l'alto. Capisco che vincere porta visibiltà e una remunerazione da parte del Coni, ma preferisco più investire sulla base che andare a cercare la vittoria ai campionati europei. Se fossi un giocatore mi girerebbero un po'. O sono un fenomeno o in nazionale non ci vado. Gradualmente dobbiamo restituire la nazionale agli italiani».
«Io sviluppo sogni - ha concluso - cose che prima o poi si devono realizzare. Mi immagino una squadra forte a Roma, Milano, Firenze. Partiamo dal basso e corriamo verso l'alto, con un progetto credibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
