Il Tirreno

Grosseto

Quando il Grifone battè Giulietta

di Maurizio Caldarelli
Quando il Grifone battè Giulietta

Storie di sorrisi allo Zecchini e di match persi al Bentegodi, tra Chievo e Hellas

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GROSSETO. Quella si disputa oggi al "Bentegodi" di Verona è probabilmente la gara più importante della stagione, il crocevia per il prossimo futuro del Grifone.

Dopo aver tenuto testa al Sassuolo, mettendolo anche alle corde nel finale con un pressing furioso, i ragazzi di Mario Somma sono attesi alla prova del nove contro la truppa di Andrea Mandorlini. «La migliore squadra del torneo», come l'ha definita Mario Somma in conferenza stampa. Sforzini e compagni si troveranno di fronte oggi un avversario con il coltello tra i denti, deciso a vendicare il gol Raimondi, arrivato quando all'Euganeo di Padova stavano ormai scorrendo i titoli di coda con un equo 1- 1. Il Grosseto sa perfettamente che un altro ko sarebbe letale per le speranze di risalita verso posizioni più consone al valore della squadra allestita dal presidente Camilli e dal diesse Minguzzi.

D'accordo che il campionato è lungo, ma se dovesse andare male anche a Verona ci sarebbero a disposizione meno di cento punti e per poter aspirare a qualcosa di importante ne servirebbero almeno due terzi. Impresa ardua in serie B, specialmente se non si dà immediatamente il via ad un filotto vincente. I biancorossi si presentano per la seconda volta nella città di Romeo e Giulietta (la terza se si considera anche la sfida con il Chievo del 2007-2008, persa 2-0), dopo la sconfitta per 2-0 che costò la panchina a Fabio Viviani, condannato da due eurogol di Lepiller (al 2' e al 38' del primo tempo), in una gara che poteva benissimo finire sullo 0-0. Dal punto di vista statistico, quel match disputato il 31 gennaio finì con 8 tiri dei gialloblù veneti e sei dei maremmani, con un palo colpito da Tano Caridi.

Lo scorso anno, però, nel girone di andata, fu il Grosseto a sorridere. In svantaggio a causa di un gol di Gomez Taleb dopo 14', i biancorossi ribaltarono il risultato, grazie ad un'incornata di Nando Sforzini a fine primo tempo ed al gol di Caridi su calcio di rigore, concesso dall'arbitro Irrati di Pistoia per una spinta di Ceccarelli su Sforzini. Una sconfitta che Mandorlini accettò a denti stretti, dopo aver visto per mezz'ora un grande Verona. Decisivi, oltre ai cambi azzeccati da Ugolotti, furono i marcatori Sforzini e Caridi ed il professore Gigi Consonni, il migliore in campo.

Oggi il Grosseto, che ha una buona settimana di lavoro nelle gambe, prova a regalarsi una grande prestazione per ripartire e lasciare innanzitutto la scomoda ultima posizione. Un primo, ma decisivo passo.

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