Lutto
«I miei Caraibi tutti in solitario»
Raffaele Sorgi ha attraversato l’Atlantico in trimarano per raggiungere le isole dei suoi sogni
GROSSETO. 2320 miglia marine percorse, venti giorni e 4 ore di navigazione ininterrotta da Sao Vicente (Capo Verde) a Chaguaramas Trinidad, splendida isola dei Caraibi, su rotte non commerciali attraverso l'immenso Oceano Atlantico e senza alcun sistema di comunicazione. E lo ha fatto da solo a bordo del suo trimarano di 31 piedi (9,45 metri) che è divenuta la sua seconda casa, il luogo dove ritrovare se stesso ed immergersi (è proprio il termine giusto) nell'elemento che più ama: il mare.
A compiere questa affascinante impresa non è stato un "veterano" dei mari ma un comune appassionato di navigazione a vela, il grossetano Raffaele Sorgi, 57 anni, che nella vita fa l’imprenditore (si occupa di registratori di cassa) ma che è contagiato da una smisurata passione per il luogo che lui considera più affascinante e misterioso: il mare.
Non è stata questa la prima avventura in solitario per Raffaele (anche se quella certamente più impegnativa). Nel 2011 tutto è iniziato con il collaudo della sua barca, "Mucho Gusto Oceanica" il trimarano di 31 piedi con la tratta Talamone - Isole Baleari e da qui a Malaga in Spagna. Ha poi affinato la sua "arte" compiendo Malaga-Gibilterra, Gibilterra-Barbate De Franco (Spagna). Il tratto dalle Barbate a Las Palmas (Isole Canarie) è stato il primo tour che lo ha impegnato per 5 giorni consecutivi; a breve distanza ha poi compiuto Las Palmas - Mindelo (Sao Vicente) Capoverde per un totale di 8 giorni di navigazione.
Come nasce la sua passione per la vela?
«Un po' per caso ed un po' per esigenza. Sono sempre stato appassionato di tutto ciò che ha a che fare con il mare dalla pesca sub alla navigazione. Ho iniziato con barche a motore. Solo da otto anni a questa parte ho deciso di passare alla vela… Una decisione obbligata».
Perché obbligata?
«Ho sempre cullato il sogno di navigare nei mari dei Caraibi e per farlo nel modo che più mi avrebbe permesso di stare in contatto con la natura avrei avuto bisogno di una barca a vela. Mi sono deciso ed ho acquistato la mia prima ed unica barca a vela, il trimarano di 31 piedi con cui ho effettuato la traversata ad agosto».
Chi le ha insegnato l'arte?
«Eh, sono autodidatta. Cioè, mi sono affidato ad amici esperti che mi hanno iniziato alla navigazione a vela. Ho letto libri, fatto esperienza prima sottocosta e poi allontanandomi sempre di più per mettere alla prova le mie capacità».
Non è più sicuro in compagnia?
«Sì, senza dubbio: tre settimane di navigazione in mezzo all'oceano non sono uno scherzo e se si può contare su un amico è sicuramente meglio. Ma a me piace anche godermi l'assoluta tranquillità e pace interiore che ti può dare il ritrovarsi da solo a contatto con la natura. Ma c'è anche un altro motivo: è oggettivamente difficile per me trovare un compagno di avventura disposto a sopportare il mio carattere, condividere le mie idee ed il mio stile di vita in barca…»
Che cosa ha portato a bordo per la traversata?
«Pasta, cibo in scatola e acqua a volontà. Le mie scorte sarebbero bastate per 4 mesi! Ah! Dimenticavo, tanto pesce!»
Pesce?
«Sì, pesce, e di quello fresco … Pesci volanti per la precisione! In tante occasioni la mattina ne ho trovati diversi sulla battagliola della mia barca. Una passata in padella e via»
Quali strumenti a bordo?
«Il minimo indispensabile: Gps e pilota automatico per seguire la rotta. Nessun telefono, fax, computer ecc».
E la sua famiglia come faceva a contattarla?
«Semplice: non lo faceva affatto! A mia figlia avevo lasciato la mia rotta dicendogli che avrei percorso di media 100 miglia al giorno. Avevo anche lasciato detto che se dopo tre settimane non avessero avuto mie notizie avrebbero dovuto iniziare a preoccuparsi».
Il momento più bello e quello più brutto ?
«Quelli più belli le splendide giornate che ho trascorso con il bel tempo dove ho avuto modo di riflettere e capire che cosa avrei voluto fare in seguito. Quello più brutto i tre giorni prima della partenza in cui non ho mai dormito: pensavo e ripensavo se avessi dimenticato qualcosa, se tutto fosse stato in ordine. Ma una volta salpata l'ancora tutto è diventato più semplice».
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