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Grosseto

Ammenda da 40mila euro per Camilli

Ammenda da 40mila euro per Camilli

«Foti è uno sporco»: giudizi lesivi nei confronti del presidente della Reggina

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GROSSETO. «Foti è uno sporco». Piero Camilli non le aveva mandate a dire, come suo costume. Quella frase, pronunciata nel corso di una trasmissione su Tv9 e poi riprese da stampa e web, non era piaciuta né al presidente della Reggina, Pasquale Foti, che aveva denunciato Camilli, né alla Procura federale che di conseguenza aveva disposto il deferimento del presidente biancorosso.

Un deferimento accolto: la commissione disciplinare ha riconosciuto Camilli responsabile della violazione delle norme del codice di giustizia sportiva e ha dunque punito la società per responsabilità diretta con un’ammenda da 40mila euro (per la precisione: 20mila per Camilli e altrettanti per la società), perché sono stati espressi giudizi e rilievi lesivi della reputazione di un tesserato Figc.

I fatti sono dell’autunno 2011. Il 3 settembre era stata giocata Reggina-Grosseto (1-1). Intervenendo giorni dopo in tv, Camilli aveva detto «Mah, Foti è uno sporco», rispondendo a una domanda («il suo collega Foti era un po’ arrabbiato a fine partita?»). Frasi che anche e soprattutto attraverso internet erano circolate ovunque. Le aveva sapute anche Foti, che il 20 ottobre aveva scritto alla Procura federale, allegando anche la registrazione della trasmissione.

Camilli era stato interrogato dalla Procura federale. In quella circostanza aveva ammesso di aver pronunciato quella frase ma spiegando che doveva essere inserita in un contesto più ampio, «in quanto - si legge ancora nelle motivazioni della decisione della Disciplinare - i suoi collaboratori gli avevano riferito che, al termine della gara Reggina-Grosseto, il medesimo Foti aveva accusato la società Grosseto e il suo presidente di collusione con il mondo arbitrale, lamentandosi per un rigore non concesso alla sua squadra». Camilli aveva anche tenuto a specificare che aveva detto di essere pulito, al contrario di Foti, e che «bastava controllare la vicenda della cosiddetta calciopoli o moggiopoli, in cui Foti era stato un attore importante, con condanne consistenti sia in sede sportiva sia, recentemente, in sede penale».

In sede di udienza, Camilli e l’Us Grosseto hanno chiesto il proscioglimento o quantomeno una sanzione minima, dato che effettivamente Foti non ha una fedina penale pulita e comunque aggiungendo che quella frase era una «giustificata reazione a più gravi affermazioni di Foti».

Ma la commissione (Claudio Franchini presidente, Augusto De Luca e Giulio Maisano componenti, Fabricatore rappresentate Aia e ClaudioCresta segretario) ha ritenuto fondato il deferimento della Procura federale e lo ha accolto. La Disciplinare ha ritenuto che «alla luce della connotazione indubbiamente offensiva che riveste la frase “Foti è uno sporco”, il signor Piero Camilli ha travalicato i limiti di un legittimo diritto di critica e ha espresso pubblicamente giudizi e rilievi lesivi della reputazione di altro tesserato». Da queste considerazioni è discesa la decisione di infliggere le due ammende.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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