Sicurezza
Camilli: «Meglio del solito ma non sono contento»
Il presidente recrimina per otto occasioni da gol non concretizzate «Non si può sbagliare così, non capisco come abbia potuto farlo Sforzini»
GROSSETO. Da grande intenditore di calcio, il presidente Piero Camilli sapeva che difficilmente il Grosseto sarebbe riuscito a piegare la corazzata Sassuolo nella gara d’esordio di Mario Somma, ma dopo aver seguito con il solito pathos la gara mostra una moderata soddisfazione per il comportamento dei ragazzi e sopratutto recrimina per non essere riuscito a vedere i suoi portare a casa un punto che sarebbe stato anche meritato.
«Non posso essere contento più di tanto - esordisce il presidente Camilli - Ho visto una squadra che è andata meglio del solito come rabbia e posso dire senza ombra di smentita che non meritavamo di perdere».
«Per carità - prosegue - il Sassuolo è una bella squadra, stanno lavorando da anni per arrivare al vertice, ma in questa occasione ci hanno rubato la gara, due tiri e due gol. Bremec è stato chiamato solo ad un paio di interventi facili facili. Se Sforzini la butta dentro si riapre la gara».
Il Comandante si mangia le mani soprattutto analizzando la gara: «Abbiamo avuto otto occasioni limpide per andare a segno, non si può sbagliare in questa maniera. Due palle buone le ha avute Delvecchio, poi Lupoli, quindi Sforzini ha messo a lato, non si sa come, una palla facilissima, dopo un tiro respinto da Pomini. E alla fine c’è stata anche quella opportunità capitata ad Obodo. Ho insomma buoni motivi per recriminare».
Camilli non è contento nemmeno del comportamento dei suoi ragazzi in occasione dei due gol siglati dal ghanese Boakye. «Bremec ci ha messo del suo, probabilmente poteva fare qualche cosa di più sul primo gol, quando la palla è arrivata a Longhi. Se però sfruttavamo le occasioni da rete che ci sono capitate, forse, eravamo qui a commentare un buon pareggio».
«Ha sbagliato anche il nostro allenatore - aggiunge Camilli - a non togliere Bonanni. Si vedeva che non ce la faceva e guarda caso i due gol sono arrivati dalla sinistra, la sua fascia di pertinenza».
Il presidente del Grosseto prosegue la sua analisi sottolineando che «rispetto alle precedenti uscite ho visto anche più motivazioni, ma si è notato che mancava anche il fiato. Per questo mi chiedo: ma cosa hanno fatto in questi tre mesi, non si sono allenati ? Io da Grotte di Castro non posso controllare. Mi devo fidare».
Camilli parla anche delle note positive per quando riguarda i singoli: «Lupoli e Lanzafame hanno cambiato il volto alla gara, ci hanno permesso di tornare in partita. Devono giocare sempre».
Il Grosseto schierato nell’ultima parte di gara lascia ben sperare il presidente: «Speriamo di raddrizzare questa situazione. Per cambiare il corso della stagione servirà innanzitutto trovare la migliore condizione, lavorare e correre».
Una ricetta che Mario Somma ha già indicato come imprescindibile per lasciare l’ultimo posto della classifica e sistemarsi in posizioni più consone al valore della squadra, che a sprazzi ha mostrato di poter competere con il Sassuolo, a dispetto dei ventuno punti (anche se sarebbero 15) che almomento attuale dividono le due formazioni.
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