Il Tirreno

Grosseto

«L’ex ds Iaconi mi portò sei criminali»

di Paolo Franzò
«L’ex ds Iaconi mi portò sei criminali»

Calcioscommesse: al processo di appello Camilli si difende attaccando, al Foro Italico anche un drappello di tifosi

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GROSSETO. La giornata più lunga della storia del Grifone si consuma in un torrido pomeriggio romano che, alla fine, rimanda tutti ad una attesa (quella della sentenza di secondo grado) che rende il caldo ancora più insopportabile. C'è anche un manipolo di tifosi biancorossi, al seguito della trasferta più dura di sempre. «Siamo rimasti fuori ad aspettare - racconta Alessandra Peppetti, de Le Ragazze del Grifone - con il cuore in gola. Poi, via via sono usciti gli avvocati, il direttore Scalone e il presidente Camilli. Ho visto un uomo diverso da come la conosciamo di solito; provato, deluso, ferito, da un ambiente che in effetti non merita una persona per bene come lui. Ci ha raccontato quello che era accaduto nell'aula del tribunale. Il suo esser stato messo alla stregua di persone che si sono venduti il babbo e la mamma. Gli ha fatto male. Non l'avevamo mai visto così. Ma in fondo, non è trapelato niente di nuovo, o di diverso».

Una giornata, quella di ieri, che per il Grosseto inizia alle 14.50, con l'intervento dei legali biancorossi; Mattia Grassani e Pier Francesco Bruno. «La pronuncia della Disciplinare è illogica e contraddittoria e non supportata da alcun tipo di elemento». Grassani ha iniziato così l'arringa difensiva a favore del club maremmano. «C'è un solo un tesserato che coinvolge il club e il suo presidente, l'ex ds Andrea Iaconi - ha sottolineato il legale alla Corte di Giustizia federale nel processo d'appello al calcioscommesse - E' Iaconi l'unico soggetto che dichiara direttamente il coinvolgimento di Piero Camilli; Turati e Joelson riferiscono solamente de relato di questa partita. Dagli atti e dalle dichiarazioni di soggetti estranei emerge invece che Iaconi era solito frequentare luoghi di scommesse: un soggetto però fulminato sulla via di Damasco dopo aver conosciuto la richiesta di condanna della Procura federale di 4 anni e 6 mesi. Soltanto nell'audizione dell'8 giugno, infatti, tira in ballo Camilli. E' appurato che questa partita è stata combinata senza il coinvolgimento di Camilli».

« In quel campionato - ha ricordato l'avvocato - il Grosseto ha avuto 8 partite compravendute dai suoi giocatori e improvvisamente alla trentesima di campionato, diventano tutti agnellini e chiedono l'autorizzazione al presidente per combinare Ancona-Grosseto? Non c'è una logica e coerenza in quello che Iaconi dice, per questo ritengo che i provvedimenti adottati dalla Disciplinare sono abnormi. Chiedo quindi il proscioglimento del Grosseto e di Camilli».

Quindi, è lo stesso Camilli a parlare: «'Faccio il presidente da circa 20 anni. Di me posso dire di avere carattere duro, ma non sono mai stato sfiorato da nulla. Ho avuto la sfortuna di avere scelto un direttore sportivo (Andrea Iaconi, ndr) che ha portato 6 criminali, ma io faccio il presidente, non entro nei discorsi tecnici. Sono stato ucciso mediaticamente, ma davanti a voi c'è un uomo e non un presidente. Mi rimetto alla vostra capacita' di leggere le carte».

Dura la replica di Palazzi che alle 16 dice: «Ci sono riscontri formidabili, specifici e puntuali a tutte le dichiarazioni di tutti i personaggi coinvolti». Nel mezzo, anche l'intervento dell'avvocato Stagliano, in rappresentanza della Nocerina. A questo punto, non rimane che attendere, col cuore in gola, nella speranza che alla fine trionfi la verità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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