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Grosseto

Quando la caccia non prevede morte

Quando la caccia non prevede morte

Sono 80 i maremmani iscritti alla Fidasc che valorizza le qualità dei segugi

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GROSSETO. La Fidasc, federazione italiana discipline armi sportive da caccia, è stata riconosciuta dal Coni il 12 novembre 2001. Nata come associazione settoriale della associazione venatoria nazionale, si è trasformata, nel tempo, in vera e propria federazione sportiva nazionale. Le associazioni venatorie nazionali hanno contribuito alla sua nascita cedendo le loro attività sportive senza abbattimento del selvatico.

Sono diverse le discipline che la compongono e che vanno dalla “Cinofilia”, allo “Sporting”, “Tiro a Palla”, “Tiro di Campagna”, “Tiro Combinato da Caccia” e dal “Tiro con l’Arco da Caccia”. La sezione di Grosseto guidata dal delegato provinciale Sestilio Tonini si occupa principalmente della “Cinofilia” e del “Tiro con l’Arco da Caccia”. È in Maremma e la sua terra che queste due specialità sportive trovano la sua collocazione naturale.

La Fidasc di Grosseto nata nel 1996 può contare circa 80 iscritti e ben cinque società in provincia dislocate fra Grosseto, Manciano, Porto Ercole e Semproniano. La Maremma è stata in questi ultimi anni anche la sede delle finali del campionato interregionale cat. A/B. Nella categoria A concorrono i cani iscritti che possiedono la certificazione dell’Enci. Nella B invece possono gareggiare iscritti e non. Si arriva alla fase finale attraverso una dura selezione, dove si scelgono le 12 migliori mute, composte da un minimo di 6 ad un massimo di 12 cani. Vengono scelti i cani con il punteggio più alto che viene attribuito dalla migliore morfologia e dalla loro abilità sul campo.

Una volta liberati nel bosco, i cani devono essere bravi a cercare la “passata” dell’animale. All’“accostamento” e allo “Scovo”. Una volta trovato il cinghiale, il cane deve dare il segnale con l’“abbaio da fermo” Inseguire l’animale pressandolo il più possibile indirizzandolo poi verso la posta che a differenza della cacciata però non finisce con l’uccisione dell’ungulato, ma al contrario l’operato del cane serve ai giudici a valutare le doti dei migliori animali della muta. I costi anche in questo sport variano molto. Un cane molto bravo può raggiungere anche la cifra di 15000 euro.

La razza riconosciuta è quella del “Segugio Maremmano”. Sia l’Enci e nel 2019 anche dalla Fci la federazione internazionale cinologica, danno la certificano come la migliore in assoluto.

Massimo Galletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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