Il Tirreno

Grosseto

Dalle 14 le 100 ore più lunghe del Grifone

di Maurizio Caldarelli
Dalle 14 le 100 ore più lunghe del Grifone

Al via il processo di secondo grado: la Corte di giustizia inizia dal filone di Cremona, la sentenza giovedì 23

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Iniziano oggi le cento ore più lunghe della storia recente dell'Us Grosseto. Alle 14, all'ex ostello della gioventù al Foro Italico di Roma, gli avvocati Grassani e Bruno entreranno in aula per esporre il ricorso, alla corte di giustizia federale, avverso la sentenza emessa lo scorso 10 agosto dalla commissione disciplinare presieduta da Sergio Artico, che ha escluso la società maremmana dal prossimo campionato di serie B.

I legali dell'Us hanno preparato una memoria difensiva tesa a far emergere la verità sulla presunta combine della gara Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010. Il presidente Camilli, condannato in primo grado a 5 anni, proverà ancora una volta, tramite i suoi difensori, a smontare il castello accusatorio del procuratore federale Palazzi, che ha portato prima al deferimento per responsabilità diretta e successivamente alla retrocessione in Lega Pro.

Per Palazzi, Camilli «avrebbe voluto comprare la vittoria della propria squadra senza poi effettivamente riuscirci a causa del prezzo troppo alto richiesto dai giocatori dell’Ancona. Risulta accertato, quindi, che, a fronte della richiesta di 100.000 euro formulata dai giocatori dell’Ancona, Camilli ha abbandonato le trattative. Per questa ragione Camilli deve rispondere per l’illecito tentato, ma non per l’aggravante dell’effettiva alterazione del risultato.

«E' fuori dal mondo tutto quello che è stato detto e scritto in questi mesi», tuona Camilli, accusato dall'ex direttore sportivo Iaconi che lo indica come il mandante della trattativa per l'acquisto della partita con l'Ancona. «Come si fa a dare credito ad una persona che la giustizia sportiva ha già condannato a quattro anni e condannare una persona per bene? E' un'accusa basata sul nulla».

Nella memoria difensiva che viene esposta a Roma ci sono alcuni documenti che potrebbero provare l'estraneità del Comandante ai fatti riportati dai pentiti negli interrogatori alla Procura di Cremona. In particolare si vuole dimostrare che Iaconi era mosso da interessi personali, in quanto scommettitore accanito. I legali Grassani e Bruno hanno fatto mettere innanzitutto agli atti le dichiarazioni giurate degli avvocati D'Amato e Fiorini del Centro coordinamento clubs, i quali raccontano che all'indomani della gara con il Lecce (persa 4-0), il direttore sportivo Iaconi sconsigliò la tifoseria di seguire la squadra biancorossa ad Ancona, visto che la partita sarebbe finita con un pareggio. Concetto ribadito più volte nel corso dell'incontro con alcuni tifosi.

Tra le prove ci sarà anche una lettera dell'avvocato Vezzoli, difensore di Joelson, nel quale si ribadisce, come riportato negli atti trasmessi dalla Procura di Cremona, che il giocatore brasiliano non ha mai parlato direttamente con Camilli, ma che si è limitato a riportare quello che ha raccontato Iaconi. Grassani e Bruno hanno preparato il ricorso analizzando la sentenza della Disciplinare.

Il processo di secondo grado partirà oggi con i ricorsi del filone di Cremona, domani toccherà a quello di Bari. Le sentenze della corte di giustizia federale, presieduta da Gerardo Mastrandrea, sono attese per giovedì 23, a due giorni dal via del campionato di serie B.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa