Il Tirreno

Grosseto

«Ecco perché l’ex Iaconi non è credibile»

di Maurizio Caldarelli
«Ecco perché l’ex Iaconi non è credibile»

Us Grosseto, presentata ieri la memoria difensiva in vista dell’udienza della Corte di giustizia federale di lunedì

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GROSSETO. «Una memoria difensiva che rende logica e inequivocabile l'estraneità della società e del presidente Camilli alla combine con l'Ancona». I legali Grassani e Bruno e l'Unione sportiva sintetizzano così il ricorso presentato ieri alla corte di giustizia federale, avverso la decisione di escludere il Grosseto dal prossimo campionato di serie B. Il ricorso, che verrà esposto dagli avvocati biancorossi lunedì prossimo alle 14 nell'aula dell'ex Ostello della gioventù al Foro Italico a Roma, punta ad annullare la sentenza emessa dalla commissione disciplinare lo scorso 10 agosto e di conseguenza a consentire alla squadra di Moriero il regolare svolgimento del campionato di serie B, che scatta venerdì 24 agosto, con l'anticipo tra Modena e Verona.

Grassani e Bruno, nel preparare la memoria difensiva, hanno analizzato le motivazioni della Disciplinare, aggiungendo alcune novità, che finiscono per indebolire la posizione dell'unico vero accusatore di Camilli, l'ex direttore sportivo Andrea Iaconi, che nemmeno Palazzi e la commissione presieduta da Artico hanno finito per considerare credibile. Nel ricorso dell'Us Grosseto ci sono le dichiarazioni giurate degli avvocati Alessandro D’Amato e Antonio Fiorini, del Centro di Coordinamento Grosseto Clubs, che affermano come Iaconi, la domenica precedente alla gara, li invitasse a non recarsi ad Ancona perché sarebbe terminata in pareggio. Un elemento che serve a ribadire l'ipotesi della combine partita da Carobbio, dopo un incontro con Iaconi.

Ci sono poi le dichiarazioni dell’avvocato del brasiliano Joelson che ha negato espressamente che il suo assistito abbia tirato in ballo direttamente Piero Camilli, come messo a verbale dalla Procura di Cremona. Il ricorso smentisce anche il teorema di Palazzi fatto proprio dalla Disciplinare, sul discorso delle denunce agli “infedeli”. Nella sentenza si parla di strumentalità per il fatto di aver presentato le querele quattro giorni prima dell'interrogatorio. La difesa ha prodotto una documentazione in cui emerge come Camilli avesse dato mandato ai suoi legali di procedere alle querele più di un mese prima della chiamata della procura.

Il presidente Camilli e il direttore generale Scalone hanno ribadito più volte che «se i giudici saranno corretti e leggeranno le carte, e non faranno un copia-incolla come la Disciplinare, non c'è alcun dubbio sull'innocenza del Grosseto». E dovesse andare male c'è sempre il Tar, un’ipotesi che fa tremare la Figc.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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