Il Tirreno

Grosseto

La rabbia della curva contro Palazzi

di Paolo Franzò
La rabbia della curva contro Palazzi

Contestazione dei tifosi della Nord contro il procuratore e gli “infedeli” che hanno accusato Camilli. Poi il ko col Carpi

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GROSSETO. Una partita in campo e un'altra sulle tribune. Il clima per la prima gara ufficiale della stagione, non poteva essere diverso, se non forse nei numeri, con le presenze al Carlo Zecchini che ci si aspettavano superiori. La partita con il Carpi, diventa il palcoscenico ideale, dove urlare la propria rabbia, la propria amarezza, per la sentenza di primo grado che condanna il Grifone alla Lega Pro.

La curva nord, si veste solo di 3 striscioni: quello storico con l'effige di Piero Camilli, un altro con su scritto: “Nessuna Resa” e l'ultimo che recita: “Soldati di Piero”. Dietro, la curva è piena solo per un terzo, ma è rumorosa e si fa sentire. I cori, sono tutti facili da immaginare: contro il procuratore Palazzi e a favore del presidente Camilli.

Sottolineati ogni volta, dagli applausi di una tribuna a sua volta piena di spazi vuoti. Ma il vuoto più grande è nel mezzo, dove non compare il presidente, rappresentato dai suoi uomini di fiducia: Minguzzi, Ranucci, Scalone. Il pubblico si scalda subito, col gol di Sforzini. Il bomber tanto amato che potrebbe esser stato alla sua ultima recita in maglia biancorossa. Ma si scalda ancor di più dopo 7', quando l'arbitro Gavillucci, manda sotto la doccia Ronaldo per un entrata da dietro per la quale poteva poteva tranquillamente bastare il cartellino giallo. Facile vedere in questa decisione così repentina, un qualcosa di diverso. E la distribuzione dei cartellini di Gavillucci, continuerà a scontentare il Grosseto per tutta la gara. Il primo tempo scivola via così, senza sussulti particolari. Il Carpi, magari per una sorta di rispetto, non attacca mai, malgrado l'uomo in più.

A metà gara, proviamo a far parlare qualche dirigente biancorosso, ma il diesse Minguzzi spiega come a questo punto, ci sia ben poco da dire. Eh già, per altro, lui uomo mercato, al momento con le mani legate dalla situazione contingente. Che squadra fare a questo punto? Una per la B o una per la Lega Pro? Il tutto, mentre Sforzini, l'uomo dei desideri di mezza serie cadetta, ha già timbrato il cartellino.

La ripresa inizia alle 21.47, nel silenzio assoluto di un Carlo Zecchini spettatore attonito. Un silenzio che sa quasi di rassegnazione, quando al 7' il Carpi pareggia con Kabine. Poco dopo, gli emiliani prendono anche un palo, ma dalle tribune si sentono solo le voci dei giocatori in campo. Anche la curva adesso, è spettatrice silenziosa. Sino al 17', quando Gavillucci non vede un clamoroso mani in area ospite, su colpo di testa di Padella che da fuori, pareva quanto meno corner, se non proprio rigore. Ecco di nuovo i cori della nord: “Fate ridere...”, con destinatario facile da intuire. Adesso, si canta di nuovo: "Dai Grifone alè...", ma a segnare ancora è il Carpi per ben 2 volte. Finisce con l'ultimo coro: "Non molleremo mai", ma il clima allo Zecchini, è di grande desolazione.

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