Il dolore
Grosseto in Coppa, con la testa altrove
Stasera c’è il Carpi, tifosi a raccolta dopo lo choc. Il dg Scalone: «Sentenza scandalosa. I giudici devono leggere le carte»
GROSSETO. Il giorno dopo la sentenza choc, che ha escluso il Grosseto dalla serie B, non si è ancora placata la rabbia in città tra i tifosi (che si preparano a gremire la Curva Nord in occasione della prima uscita ufficiale di oggi) e in seno alla società. Il presidente Piero Camilli, deluso e sfiduciato dopo la condanna della Disciplinare, deciderà all'ultimo momento se sistemarsi, come di consueto, nella tribuna centrale dello Zecchini per assistere alla gara con il Carpi. Mentre il direttore generale Alessandro Scalone rincara la dose, con alcune dichiarazioni forti.
«La sentenza emessa dalla commissione disciplinare - dice Alessandro Scalone - è scandalosa. Quello che mi infastidisce è che si continua a dire che ci sono quattro persone contro Camilli e invece c'è solo Iaconi ad accusare il presidente. In sostanza c'e solo la parola di Iaconi contro quella di Camilli. Tra l'altro ci è arrivata anche una lettera dell'avvocato di Joelson in cui si specifica che il suo assistito non ha mai parlato con Camilli e quello che ha detto gli è stato raccontato dall'ex direttore sportivo».
«Qualsiasi giudice ci darebbe ragione - aggiunge Scalone - la Disciplinare ha fatto l'opposto infliggendoci una condanna ingiusta. Ma in appello non si può non pensare di essere prosciolti. I giudici devono leggere le carte, dalle quali emerge chiaramente la nostra estraneità. Auguriamo al Lecce le migliori fortune, di provare la propria innocenza, ma nel loro caso si sono dei riscontri, nel nostro caso non c'è nulla. Iaconi ha solo mentito. E la corte deve mettersi una mano sulla coscienza prima di condannare a morte una società. La procura di Bari ha portato tanti documenti, tante prove, quella di Cremona ha dato credito ad un indagato, condannato ed anche perquisito, mentre Camilli non è mai stato chiamato».
Il Grosseto in fondo adesso si aspetta solo che venga a galla la verità. C'è da fare il ricorso ed aspettare che vincano le carte. «C’è da far capire che Iaconi ha fatto tutto da solo e dalle dichiarazioni rilasciate si intuiscee che non c'è una logica in quello che ha detto. È inammissibile per tutto il mondo del calcio, andare contro un presidente che ha sempre tenuto un chiaro comportamento».
Da Scalone arriva un “consiglio” ai giudici. «Devono leggere le memorie, per sovvertire una sentenza assurda, come non si vedeva da trenta anni. Per il caso Portanova è stato detto che le telefonate se non sono provate non sono prove. E per Camilli non vale? È talmente assurdo che è impossibile pensare che il Grosseto venga escluso dalla serie B senza avere alcuna colpa. La Lega Pro? Due parole che non voglio nemmeno sentir nominare. Noi lavoriamo per conservare la categoria che ci siamo guadagnati con tanta fatica e in maniera onesta».
Maurizio Caldarelli
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