Il Tirreno

Grosseto

L’attesa è finita, oggi la sentenza

di Maurizio Caldarelli
L’attesa è finita, oggi la sentenza

L’intera città tifa per l’assoluzione di Camilli, ma si teme la retrocessione. Nel caso sarà appello

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GROSSETO. La lunga attesa degli sportivi e dell’Us Grosseto sembra essere finita. Verranno rese note questa mattina le sentenze della disciplinare in merito al processo sul calcioscommesse, sulla base degli atti della Procura di Cremona.

Nelle scorse ore sono state fatte delle anticipazioni, non troppo buone per il sodalizio biancorosso, ma altri “pour parler” delle ultime ore hanno un po’ rinfrancato gli appassionati, che con la fiaccolata dell’altra sera hanno voluto dimostrare la loro vicinanza e solidarietà nei confronti del presidente Piero Camilli, accusato di illecito sportivo per la partita con l’Ancona del 30 aprile 2010.

«Giù le mani dal Comandante», hanno ribadito i nove club organizzati, schierati con il massimo dirigente, che in più di una occasione ha urlato la sua completa estraneità ai fatti contestati dal procuratore Palazzi.

«Non hanno prove - dice il presidente Camilli - Qui si mette in dubbio la parola di una persona per bene, con quella di una che è già stata condannata dalla giustizia sportiva a quattro anni».

I legali dell’Us Grosseto, gli avvocati Mattia Grassani e Pierfrancesco Bruno, nella memoria difensiva hanno messo in evidenza l’incongruenza delle dichiarazioni di Turati, Joelson e dello stesso Iaconi, che nelle sue dichiarazioni non ha effettivamente mai spiegato le modalità dell’incontro che avrebbe autorizzato Camilli.

I rumors parlano di una condanna del Grosseto nella sentenza di primo grado, ma la società è pronta a far valere le proprie ragioni in ogni grado di giudizio, fino a Tar del Lazio, come ha fatto il Catania alla vigilia della stagione 2003-2004. Il che comporterebbe sicuramente dei problemi di organizzazione per la nuova stagione.

«La possibilità che arrivi in B qualche club di Lega Pro - ha detto ieri il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi - come conseguenza delle sentenze sul calcioscommesse, c'è. Lo suggerisce la logica e anche la lettura dei quotidiani». «Siamo arrivati alla vigilia della sentenza di primo grado e ritengo che sia opportuno da parte nostra, piuttosto che fare congetture o anticipazioni, attendere che i giudici facciano le sentenze - ha aggiunto - Non farei nomi di club perché rischieremmo di anticipare delle decisioni che sono nelle titolarità dei giudici. Dobbiamo presupporre l'innocenza da parte dei soggetti interessati, tanto più quando cercano di reagire in maniera veemente alle accuse che sono state mosse nei loro confronti».

«Certo è che siamo a una fase di svolta. Ritengo che queste situazioni ci aiutino a cambiare, a migliorarci. Siamo costretti a farlo, probabilmente avremmo potuto alzare le barriere dell'attenzione del controllo e del contrasto, prima che si manifestassero situazioni patologiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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