Sicurezza
Sensini chiude al nono posto «Mi dispiace aver finito così»
Ultima Olimpiade per la velista grossetana, che è giunta ottava alla Medal Race di Weymouth L’amarezza di Ale: «Nel nostro sport non si cancellano gli errori delle precedenti regate. Peccato»
GROSSETO. Il vento non aiuta Alessandra Sensini nell’ultima prova riservata al windsurf ai Giochi di Londra 2012.
La campionessa maremmana conclude la Medal Race all’ottavo posto, una posizione dietro alla francese Picon, e si deve accontare della nona posizione nella classifica finale, che ha visto assegnare l’oro alla spagnola Marina Alabau, che si è aggiudicata anche l’ultima regata, beffando l’ucraianaMaslivets, in vantaggio per tre quarti di gara.
La Medal Race di Weymouth ha consegnato anche l’argento alla finlandese Petaja ed il bronzo alla polacca Noceti-Klepacka. Fuori dal podio l’israeliana Korzis, finita solo nona ieri pomeriggio.
La Sensini, con condizioni di vento leggero rispetto ai giorni scorsi (è oscillato tra i 12 e i 15 nodi), ha fatto registrare una buona partenza, girando intorno alle prime due boe in quinta posizione, fianco a fianco con le migliori, mentre dal mark 3 è scesa all’8º posto e non è più riuscita a risalire. «Non era facile - dice Alessandra - perché non correvo con un buon spirito. Il nostro sport è troppo lungo. Ti sembra di entrare in agonia. Anche se provi a gareggiare al meglio, non riesci a cancellare quanto fatto di male nelle precedenti regate».
«Mi spiace per come è finita questa avventura - aggiunge - e per come finisce la mia storia olimpica. Tante persone mi sono state vicine e lo sono ancora. Per il futuro, però, non so bene cosa farò. Ho bisogno di staccare un pò e di stare tranquilla: poi deciderò. Sydney è stata senza dubbio la mia Olimpiade più bella».
Cala il sipario sulla sesta olimpiade per l’eterna Sensini. Le difficili condizioni climatiche, qualche partenza sbagliata, un avvio anticipato e qualche sti molo in meno, hanno relegato la nostra atleta in posizioni di centro classifica (12ª, 9ª, 11ª, 8ª, 11ª, 9ª, 6ª, 6ª, 10ª, 9ª e 8ª la sequenza dei piazzamenti nelle undici regate), dalla quale è uscita solamente in qualche sporadica occasione.
La Sensini ha disputato comunque una olimpiade a ottimi livelli, senza acuti (miglior piazzamento due sesti posto), ma senza crisi: la peggior prova è stata quella d’apertura, con un dodicesimo.
«Non possiamo che essere grati ad Alessandra - dice il presidente della Federvela, CarloCroce - per tutto quello che ha fatto per la vela italiana. Voglio sottolineare lo spessore della persona e dell'atleta che ha comunque voluto provarci, prendendo parte alle selezioni interne, vincendole meritatamente e presentandosi al via della sua sesta Olimpiade. Il non essere riuscita a ottenere un risultato non è assolutamente un dramma, il tutto credo stia nel fatto che il livello delle concorrenti si è notevolmente alzato. Molte delle ragazze ora hanno qualità e capacità che prima aveva solo lei. In passato accadeva che Alessandra, anche con una brutta partenza, riusciva a recuperare posizioni durante la regata. Adesso, con il livellamento verso l'alto delle avversarie, partendo male la rimonta è spesso difficile».
«Penso che a una persona come Alessandra - prosegue il presidente Fiv - che ha dedicato la propria vita agonistica alla vela, bisogna riconoscere un grande tributo e dire grazie per tutto ciò che è stata in grado di fare nella sua lunghissima e incredibile carriera. E' stata fantastica. Non finirà qui di certo, credo abbia già delle idee per il futuro».
«È un'atleta che ha dimostrato sempre di avere formidabili qualità sportive e umane - ha concluso Croce - e di essere, a 42 anni d'età, ancora tra le prime 10 al mondo».
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