Attenzione
Ale Sensini: «Voglio la quinta medaglia»
La velista in gara da oggi alla sua quinta Olimpiade. «A quarant’anni si fanno ancora i sacrifici per ottenere il massimo»
WEYMOUTH. La Maremma sbarca ai Giochi di Londra 2012 con la sua atleta più rappresentativa, Alessandra Sensini. A 42 anni, la più grande velista italiana di tutti i tempi cerca da oggi di entrare nella storia delle Olimpiadi.
Dopo aver messo al collo, tra il 1996 e il 2008, un poker di medaglie, si rituffa in acqua per dimostrarsi la migliore, alla sesta partecipazione. Una sfida con l’età, che la regina dagli occhi verdi, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente della Federazione Vela, prende sul serio, come ha sempre fatto. E a quasi trent’anni dalla sua prima regata vuole stupire ancora il mondo, che l’ha applaudita non solo per i suoi allori olimpici, ma anche per undici titoli iridati, cinque trionfi continentali e venti vittorie nei campionati italiani.
Alessandra si presenta al via delle regate che si svolgeranno nello specchio d’acqua di Weymouth, nel sud dell’Inghilterra, a quattrocento chilometri da Londra, con la stessa grinta, con gli stessi stimoli e la carica di vent’anni fa a Barcellona: «Non sono certo qua solo per partecipare - dice la Sensini - a quarant’anni si fanno i sacrifici per ottenere il massimo risultato. È la mia ultima olimpiade e darò il massimo per onorarla, consapevole di potermi giocare uno dei tre posti sul podio».
La campionessa, seguita dall’allenatore Paolo Ghione e dal fisioterapista grossetano Sebastiano Zuppardo (ma, poco distante, c’è anche Alfio Giomi, pronto a sostenerla in ogni momento) è scesa ieri in acqua per la pratical race, dopo aver recuperato completamente, con due giorni di lavoro ben studiato, la stanchezza accumulata venerdì scorso.
«Sono partita da Roma - racconta - per partecipare alla splendida cerimonia inaugurale, passando per il villaggio olimpico. Insieme al mio allenatore mi sono sobbarcato un viaggio di quattro ore per raggiungere Weymouth».
La caccia all’oro nelle acque di Weymouth, nasconde però numerose insidie. «Sarà un'olimpiade difficile per tutti, a causa delle condizioni climatiche, con continui salti di vento, temperature sui quindici gradi, con improvvisi acquazzoni alternati a schiarite e vento che in questi ultimi giorni si è attestato sui 14-16 nodi nell'ora delle regate».
Alessandra però è lo specchio della tranquillità, consapevole di aver ben lavorato per questo impegno.
«A differenza dei primi giorni - aggiunge Alessandra - adesso, qua a Weymouth, si comincia a sentire veramente il clima olimpico con tutte le sue forti emozioni, ma anche con tensioni e difficoltà. Qui tutto è amplificato e ti rendi veramente conto di quanto sia importante un evento olimpico».
L’Italia non è partita bene nelle specialità veliche e confida in Alessandra anche per risollevare il morale di tutto il team.
«Fisicamente - spiega Sebastiano Zuppardo - è nelle condizioni ideali. Rispetto a quattro anni fa ha, volutamente, qualche chilo in più, che servirà per affrontare venti più forti rispetto all’edizione di Pechino. Va aggiunto che la tavola sorteggiata è sembrata buona fin dalla prima prova».
Se servirà, poi, tutta la Maremma è pronta a soffiare per spingere la sua vela davanti alle altre.
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