Il Tirreno

Grosseto

Professione cronometrista Quando lo sport lo segna il tempo

di Massimo Galletti

GROSSETO. Hanno fatto del tempo la loro passione e il loro lavoro. È facile riconoscerli. Se vedete delle persone vestite di bianco al termine delle maggiori competizioni sportive con un misuratore...

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GROSSETO. Hanno fatto del tempo la loro passione e il loro lavoro. È facile riconoscerli. Se vedete delle persone vestite di bianco al termine delle maggiori competizioni sportive con un misuratore di tempo, allora non potete sbagliare: sono i cronometristi.

Il cronometraggio sportivo in Italia ebbe il suo pioniere agli inizi del secolo nel gentleman italo-inglese Gilbert Marley. La prima struttura ufficiale nacque nel novembre 1921 quando un gruppo di appassionati costituì il sindacato italiano cronometristi ufficiali (Sicu).

Il sindacato ottenne nel 1924 un primo riconoscimento da parte del Coni trasformandosi in Associazione Italiana cronometristi (A.i.cr). L'11 dicembre 1935, sotto l'azione di Giovanni Romagna e su autorizzazione del Coni, mutò la sua dizione in Federazione italiana cronometristi (F.i.Cr). Nell'ottobre 1941 il Coni stabilì che la Federazione si trasformasse in un servizio dello stesso comitato olimpico. La Federazione riprese la sua autonomia il 4 settembre 1944 con la ricostituzione incoraggiata dal Coni, che nominò un reggente. La F.i.Cr promosse la costituzione della Fédération Internationale des Chronométreurs che avvenne a Roma il 9 dicembre 1957.

I cronometristi svolgono un lavoro preziosissimo. Senza di loro i tempi delle performance sportive e dei record avrebbero poco valore. A Grosseto la federazione, è guidata dal delegato provinciale Erminio Ercolani e nasce nel lontano 1960 per volontà di Angelo Pisano che poi ha dato il nome alla stessa associazione. Attualmente la sede di Grosseto conta 20 cronometristi ufficiali. Di questi 4 provengono da Follonica. Va ricordato anche il grossetano Marco Renzetti che per tanti anni ha ricoperto la prestigiosa carica di vicepresidente nazionale.

Da allora di strada ne è stata fatta. Basti pensare a come sono cambiati gli strumenti per rilevare i tempi. Si è partiti con il famoso “cipollone”, con tanto di cronometraggio meccanico, prendendo i tempi a “mano” per poi passare alle fotocellule, fino al fotofinish. Per concludere con tutti gli apparati informatizzati e computerizzati.

Insomma anche la federazione cronometristi si è adeguata rimanendo al passo con i tempi. «Ci mancano i giovani - commenta Ercolani - l’età media della nostra associazione è di 45 anni, ma avremmo bisogno di menti fresche.

L’informatizzazione c’impone continui aggiornamenti e un gruppo di giovani cronometristi potrebbe fare al caso nostro». Per diventare cronometristi «Basta rivolgersi alla nostra associazione e frequentare un corso che dura 4 settimane con un paio di ore di lezioni teoriche al giorno.

Il resto della formazione avviene sul campo. Affianchiamo i giovani cronometristi durante le manifestazioni sportive con i più esperti per fare pratica e prendere confidenza con gli apparati», racconta Ercolani.

L’associazione di Grosseto è una delle più importanti in Italia. Fra le 108 che sono affiliate alla Federazione italiana, è una delle tre che gestisce il fotofinish dell’ippodromo delle corse al trotto di Follonica, uno dei più grandi d’Europa. Una curiosità: sono stati i cronometristi di Grosseto a certificare il record di durata in volo del deltaplano a motore che è entrato ufficialmente nel “Guinness World Record” e attualmente risulta ancora imbattuto.

Tre anni fa un deltaplano è decollato dall’avio superficie di Scarlino ed è rimasto in volo per 15 ore di fila, prima di atterrare ancora a Scarlino. Se non è un record questo...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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