Sicurezza
Moriero già scalpita «Voglio il massimo»
Camilli lo ha voluto di nuovo con sé: «Grazie presidente»
GROSSETO. Quello tra Checco Moriero e il presidente Camilli deve essere un grande amore. Difficilmente il Comandante guarda indietro, a meno che non si tratti di una persona speciale. E probabilmente Moriero, che lasciò il Grifone il 13 gennaio 2011 all’indomani la sconfitta di Bergamo (dopo 15 giornate dal suo ingresso al posto di Apolloni e 17 punti), lo è.
«Per me è un gradito ritorno - ha detto Moriero nella presentazione di ieri mattina - Ci siamo lasciati bene. Appena chiesta la disponibilità ho accettato subito. E per me avere la stima di Camilli è importante. Ringrazio la società che ha pensato a me, al momento di cercare un allenatore».
L’ex mister del Lugano, portato dalla zona retrocessione al quarto posto («Una bella esperienza che mi ha maturato, mi ha reso più equilibrato»), scalpita: «Mi piace lavorare sul campo - dice - voglio il massimo, una squadra che detti il gioco e che non subisca l'avversario».
«Il mio pensiero - aggiunge - l'ho espresso al direttore Minguzzi e al presidente Camilli. Voglio in squadra gente motivata, che sposi la causa del Grosseto; giocatori che abbiano caratteristiche importanti dal punto di vista umano, gente che si metta in discussione partita dopo partita».
Inevitabile parlare della penalizzazione: «I meno sei non mi preoccupano. Siamo noi i padroni dei nostri destino. Il calcioscommesse ha sconvolto tutti. Il calcio non è solo calcioscommesse. Ci sono giocatori che vedono questo sport in un'altra maniera e che lo rendono affascinante».
La squadra giocherà con il 4-2-3-1, il modulo che ha sempre apprezzato?
«È il modulo di partenza, quello che più mi piace ma si può cambiare e va variato in base ai giocatori che avremo. Io voglio un gioco offensivo. La rosa? Abbiamo una buona base e se i giovani sono bravi possono servire».
Caridi e Alfageme rientrano nei suoi piani? «Li conosco bene. Sono importanti, ci stiamo parlando e spero di averli a disposizione. Ripeto, voglio gente che dia tutto in campo e che sposi questo progetto».
C’è l’incognita Sforzini... «Io su Sforzini punto, ad oggi è un giocatore del Grosseto. Se poi avrà richieste in serie maggiore, verranno valutate. Tutti questi giocatori aspetto di vederli, voglio vedere come si pongono. Non vedo l’ora di essere al ritiro. Ho fatto un sopralluogo e devo dire che è perfetto per iniziare nel migliore dei modi».
Il Grosseto nella passata stagione spesso è sembrato non avere un’anima: «Un'anima si crea lavorando, formando un gruppo. Negli altri anni ci sono riuscito. Sarà importante andare alla ricerca di uomini. Parlerò ai giocatori ad uno ad uno. Voglio gente pronta, subito a disposizione. In base al gruppo e alla voglia di lavorare verranno prese delle decisioni tristi. Vogliamo il bene della squadra, della città. Sono convinto che faremo una squadra all'altezza della situazione, che ci darà tante belle soddisfazioni».
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