Sicurezza
«Abbiamo preso Obodo e Som Serve un centrale in difesa»
GROSSETO. Vincenzo Minguzzi già da diverse settimane è tornato a lavorare per il Grosseto. Ma prima di parlare della squadra che verrà, ha voluto esternare la sua soddisfazione per essere nuovamente...
GROSSETO. Vincenzo Minguzzi già da diverse settimane è tornato a lavorare per il Grosseto. Ma prima di parlare della squadra che verrà, ha voluto esternare la sua soddisfazione per essere nuovamente in Maremma: «Sono contento. Tutte le volte che vedo questo stadio mi sento a casa. Quel percorso che ci ha portato dalla C2 alla B è rimasto nel cuore di tutti».
«La scelta di Moriero - sottolinea - è stata condivisa dal presidente. Francesco è venuto con un entusiasmo contagioso». E poi passa a parlare di mercato, annunciando due ingaggi: «Abbiamo preso Obodo da Pisa e Som dal Como. Il primo è un centrocampista che conosco bene, il secondo è un esterno sinistro di origine camerunense, cresciuto a Parma. Fa anche un certo effetto sentirlo parlare emiliano, con la erre moscia».
Minguzzi non fa altri nomi, ma ha le idee ben chiare su come rinforzare il Grifone. «Mangiapelo? Non rientra nei nostri piani e cerchiamo un secondo portiere. Mancini e Lanni vanno a giocare, a centrocampo siamo a posto, dobbiamo migliorare gli esterni offensivi(ci sono per adesso solo Esposito e Mancino) e la difesa, dove abbiamo bisogno di un centrale da affiancare a Padella e Olivi, in attesa di vedere Iorio, e di un esterno destro titolare. A sinistra abbiamo Calderoni e Som».
Come vi comporterete con Caridi e Alfageme?
«Piacciono sia a me che all'allenatore. Devono capire che non solo a Grosseto è cambiato il mondo, ci sono dei limiti. Noi vorremo tenerli e non c'è distanza nella trattativa. Noi faremo di tutto per tenerli».
E Consonni? «Con Obodo, Asante, Crimi, Jadid, Ronaldo, in quel reparto siamo in tanti. Vuol fare la chioccia? Abbiamo già l'allenatore. Per il momento non c’è posto. L'evoluzione del mercato, con l’eventuale passaggio di Crimi in serie A, può comunque cambiare le cose».
Come dovrà essere il Grosseto, alla luce del meno 6?
«Serve una squadra forte. Dovremo correre e correre forte. Voglio gente disposta a sacrificarsi. Abbiamo un gruppo buono, affiancato da giovani. Certo, abbiamo diversi casi particolari, non facili da analizzare. Da qualche giocatore (il riferimento è anche a Lupoli, ndr.) ci si aspettava di più, valeva di più. Il lavoro del mister sarà anche di valutare chi c'è e chi non c'è». «Il Grosseto sarà competitivo - aggiunge - in un torneo difficile e dobbiamo sapere di poter contare sui giocatori che fanno parte del gruppo. Vogliamo gente che ci spinge. Dal 15 luglio al 31 agosto giorni decisivi. Il talento deve essere un talento che gioca e a disposizione ci vuole gente sana e a disposizione, che corre». «Vogliamo andare in ritiro con la squadra fatta all'80% e poi fare solo alcuni ritocchi».
Maurizio Caldarelli
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