Il Tirreno

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«Poco feeling col presidente»

«Poco feeling col presidente»

Riccardo Berni spiega i motivi che hanno spinto l’Argentario a non confermarlo

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PORTO SANTO STEFANO. Nel momento in cui il testimone è passato a Nicola Francioli e Riccardo Berni non è più l'allenatore dell'Argentario, l'ex mister biancoceleste si toglie qualche sassolino dalla scarpa rispondendo ad alcune domande.

Dove e come ha accolto la decisione della società della sua mancata riconferma?

«Sono stato invitato alla riunione serale del 11 giugno, dove il presidente mi ha esternato la volontà del consiglio di non voler proseguire il rapporto con il sottoscritto. Se il presidente e il consiglio sono giunti alla decisione di non riconfermarmi, non posso che accettare visto che tutto ciò è stato fatto in maniera democratica e se lo hanno fatto è solo per il bene della società e della squadra. Si parla di una scelta non dovuta ai risultati ma di carattere disciplinare e di un rapporto non ottimale con il presidente».

Quanto c'è di vero?

«Effettivamente è tutto vero, il mio carattere non è dei più facili e a nove persone su dieci risulto antipatico. Spesso sto antipatico anche a me stesso, poi il mio essere puntiglioso e troppo professionale sfocia nell'essere un vero e proprio martello pneumatico. Per quanto riguarda il mio rapporto con lui più che essere burrascoso non è mai sbocciato, lo conoscevo pochissimo prima e dopo tre anni lo conosco meno di prima. Comunque non credo sia necessario che un allenatore e un presidente si debbano baciare per forza in bocca. Io non l’ho mai coinvolto direttamente e tra noi non è mai scoppiata la scintilla».

Cosa devono aspettarsi i tifosi dall'Argentario 2012/13? «Credo che per l'anno in corso l'Argentario sia una squadra altamente competitiva. La continuità mancata lo scorso anno in un campionato a cui l'Argentario non partecipava da undici anni è dovuta solo alla mancanza di esperienza. Potevamo raggiungere anche il quinto posto senza alcun problema ma quinti od ottavi cambia poco. Le assenze di Matteo Gabrielli per 16 partite, aver ritrovato Atzori solo alla 10ª giornata, aver potuto sfruttare poco Perrone per problemi di lavoro e i nove turni di squalifica di Simone Costanzo, credo siano stati problemi e non alibi. Un anno di esperienza in più per tutti farà la differenza. L'obiettivo è sfruttare le risorse che abbiamo, continuare con la linea dei rimborsi moderati e perché no, sfruttare anche le problematiche comuni: tagli a spese e riduzioni di budget. Il campionato servirà da rampa di lancio per coronare il sogno di tornare ad essere una delle regine dei dilettanti».

Paolo Mastracca

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