Il Tirreno

Grosseto

Bocce, uno sport e un passatempo di tanti grossetani

di Massimo Galletti
Bocce, uno sport e un passatempo di tanti grossetani

Sono 150 i praticanti a livello agonistico in Maremma Tra le specialità il Raffa, l’Accosto, il Petanque e il Volo

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GROSSETO. Le prime tracce di un'attività che probabilmente rappresentano la più antica testimonianza del gioco delle bocce, risale al 7000 a.C. con il rinvenimento, in Turchia, di alcune sfere in pietra che mostrano chiaramente i segni di rotolamento su un terreno accidentato. In Egitto, oggetti simili, ma più finemente lavorati, risalgono al 3500 a.C. Giocavano a bocce anche i greci e i romani, fino ad arrivare ai giorni nostri, con i campionati provinciali, regionali e nazionali sia di singolo, doppio e terna maschili femminili e misti. Saranno proprio le bocce le protagoniste della quarta puntata dedicata agli sport minori.

In Maremma l’attività del gioco delle bocce trova la sua maggiore espressione in quattro zone ben distinte. Si tratta di Grosseto, Albinia, Orbetello e Follonica, con un numero di circa 150 praticanti a livello agonistico, ai quali si devono aggiungere anche coloro che fanno di questo sport un modo piacevole per passare un po’ di ore in compagnia. È nei bocciodromi infatti che si trovano i campi dove poter svolgere l’attività sportiva. Come ci spiega il delegato provinciale della Fib Vilmano Gori. «Il bocciodromo è anche un luogo di aggregazione, perché oltre a giocare a bocce, ci si ritrova per stare insieme».

Quali sono le specialità in cui primeggiano le bocce in Maremma?

«Si gioca soprattutto il “Raffa”, il famoso “Accosto” dove va a punto chi va più vicino al pallino. Oppure quella del “Volo”. In questo caso si può bocciare al volo sia il pallino che la sfera, ma devono essere dichiarati prima all’arbitro dell’incontro».

«Bisogna avere nervi saldi - aggiunge Gori - e una buona mira. Per colpire al volo si devono effettuare i “Quattro passi” che servono a dare la spinta necessaria al braccio per colpire con maggiore potenza». Si gioca anche a “Petanque”: in questa specialità cambia il materiale delle bocce che sono fatte di metallo. Il “Petanque” che si gioca nel nord Italia, ha origini francesi e lo praticavano coloro che tornando dal lavoro si portavano sempre le bocce con sé e giocavano dove capitava. Mentre la “Raffa” è la specialità dei maremmani , il “Volo” si pratica in prevalenza nella zona di Carrara. E non pensate che il gioco delle bocce costi poco. Per un set di bocce si può arrivare a spendere fino a 180 euro. Si parla di quattro sfere, che generalmente si cambiano ad ogni partita. Stiamo parlando ovviamente dei professionisti, che sono molto meticolosi. Le bocce potrebbero subire deformazioni importanti che ne potrebbero compromettere la loro rotolabilità. Il loro peso varia da 700 ai 900 grammi. Anche i campi di gioco si sono trasformarti nel corso degli anni, utilizzando sempre più il sintetico. In questo caso si arriva a spendere fino ad un massimo di 3500».

«Fino a qualche anno fa avevamo anche il settore giovanile, ma la lunghezza dei tornei, che possono durare anche dalla mattina alla sera per riprendere il giorno dopo, hanno allontanato parecchi giovani. Attualmente ci sono cinque società affiliate in Maremma e i nostri migliori rappresentati sono Valter Puccini campione regionale e 4º in Italia nella categoria “C”. Poi abbiamo un 2º posto al campionato nazionale di coppia con Fabio Angelini e Claudio Innocenti». Anche le bocce non hanno sponsor. Tutto si paga di tasca propria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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