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Grosseto

Luca Banchi ci crede: «Pronto per Mps»

di Maurizio Caldarelli
Luca Banchi ci crede: «Pronto per Mps»

Il coach grossetano a un passo dal diventare capo allenatore del Siena dei record, dopo l’addio di Simone Pianigiani

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GROSSETO. Per sei lunghe stagioni si è goduto i trionfi della Montepaschi Mens Sana Siena da braccio destro del coach Simone Pianigiani. Ma per Luca Banchi, 47enne tecnico grossetano, è in arrivo l’occasione della vita, la panchina della corazzata senese. Il diretto interessato continua a stare sulla difensiva, ma il presidente Minucci lo sponsorizza e ritiene la promozione cosa fatta: «Se Pianigiani va via (e ieri è arrivata l’ufficializzazione, ndr) quello che accadrà è facilissimo». Parole che non lasciano dubbi sul futuro della Mens Sana.

Per aspettare questo giorno, che potrebbe arrivare anche tra qualche ora, Banchi ha rinunciato ad offerte arrivate da San Pietroburgo, dalla nazionale polacca.

«Valeva la pena venire a Siena - dice l’allenatore maremmano - mettersi alle spalle un’esperienza di nove anni in prima squadra e diventare protagonista di un progetto unico, che ci ha fatto entrare nella storia del basket italiano. Era considerato quasi impossibile vincere tre scudetti di fila. Noi siamo arrivati a sei ed abbiamo ancora tanta voglia di essere competitivi, di dare continuità al nostro lavoro».

Cosa le sta dando Siena?

«È un’opportunità imperdibile per la mia carriera. Quando ho deciso di accettare le offerte di Minucci vedevo nel progetto tutto quello che speravo. A Siena ho trovato tutto quello che sognavo. In questi anni siamo diventati un modello per volti, abbiamo una visibilità e credibilità impressionante a livello continentale».

Come giudica la decisione di Pianigiani?

«È un’offerta irrinunciabile. Sedendosi sulla panchina del Fenerbahce di Istanbul sarà il capo di una squadra da venti milioni di euro e da venti milioni di tifosi».

Se dovessero chiamarla a sostituire il Ct della nazionale sarebbe pronto?

«Sono pronto e lusingato. Mi auguro di averne la capacità».

Cosa serve per proseguire questa striscia vincente?

«Non starebbe solo a me prendere una decisione, ma la strategia da seguire spetterebbe al consiglio e al presidente Minucci. Sicuramente si dovrà cercare di confermare tutti i giocatori che ci hanno consentito di entrare nella storia e poi tornare sul mercato con meno appeal dal punto di vista dei soldi, ma con l’intenzione di sorprendere e di dare continuità ad un progetto che è stato vincente nelle scelte, nella perseveranza, nella cura dei dettagli, delle risorse. Con noi i giocatori hanno dato il meglio delle loro capacità».

E magari provare ad essere protagonisti in Eurolega?

«Il trofeo europeo non è affatto un’ossessione. Ci possiamo considerare felici di essere arrivati quattro volte alle Final Four in undici anni. Un’impresa straordinaria per una piccola cittadina come Siena, che mette paura a grandi città come Madrid, Atene, Barcellona, Belgrado, Tel Aviv. Non è solo una questione di soldi. Per vincere l’Eurolega servono una serie di componenti. Quest’anno abbiamo disputato 67 partite nel corso della stagione, comprese le venti di Eurolega, in cui devi farti trovare al top, senza infortuni. Abbiamo fatto fuori in questi anni Fenerbahce, Partizan Belgrado, Panatinaikos, Olimpiakos. Tutti ci rispettano e ci temono e questo per noi è un grande successo».

Da chi ripartirebbe a metà agosto, se dovesse arrivare la chiamata di Minucci?

«Da Stonerook e Carraretto, che hanno condiviso con me questo percorso di sei anni straordinari. Ma li vorrei nella mia squadra anche se dovessi rimanere assistente, visto che sono legato al Montepaschi ancora per un anno. Una cosa è certa: Siena ripartirà con l’ambizione di essere la migliore e più affamata che mai. Anche per far felici i suoi appassionati tifosi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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