Il Tirreno

Grosseto

Mps condannato al settimo posto

di Maurizio Caldarelli
Mps condannato al settimo posto

La società del presidente Mazzei intanto si interroga sul futuro dopo le promesse mancate della Carminucci Sports Group

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GROSSETO. Il Montepaschi Grosseto subisce il quarto cappotto stagionale e viene condannato dal Cariparma al settimo posto. Quello contro i ducali, tornati in corsa per la semifinale, è stato un weekend da incubo per i ragazzi di Hartley che si sono dovuti arrendere ad un avversario non trascendentale a causa di una serie di fuoricampo, prestazioni incolori e qualche errore di troppo in fase di conduzione. «Mi sono accorto di aver commesso qualche errore - ammette il tecnico statunitense - e per questo ho chiesto scusa ai ragazzi».

Tanto di cappello, insomma, ad Hartley, che si conferma un professionista ed una gran brava persona.

Svanita anche la possibilità di raggiungere il Godo (per firmare l’impresa servirebbero sei vittorie in più dei romagnoli...), a Bischeri e compagni non rimane che tenere duro per un altro mese, per presentarsi alla Coppa Italia e togliersi qualche soddisfazione. Con Sikaras sul monte (ed anche con l’Oberto visto venerdì), i biancorossi possono ottenere qualsiasi risultato, ma sarà bene motivare il resto del bullpen per evitare altre pessime figure.

Il Montepaschi è atteso ora a due trasferte consecutive con Bologna e Nettuno (inframezzate dall’All Star Game del 30 giugno allo Jannella), per chiudere contro il Novara. Tre settimane di partite, prima di provare a salvare la stagione con la Coppa Italia.

Per la società del presidente Mario Mazzei (almeno a livello federale, visto che gli americani non figurano da nessuna parte) è anche il momento di tirare le prime somme di un’annata difficilissima, che, per colpa della Carminucci Sports Group, non ha dato la svolta sperata. A bocce ferme toccherà a Mazzei, al sindaco Bonifazi e al presidente Fraccari chiedere i danni a chi ha preso in giro un’intera città, promettendo per due volte (in sala consiliare e dopo le lamentele di Mazzei) un progetto a lunga scadenza e che è invece durato appena un paio di mesi, con somme a sei cifre mai tirate fuori e lasciate sulle spalle di due dirigenti appassionati e onesti, Mazzei e Magalotti, che hanno avuto il solo torto di essersi fidati delle belle parole di Caliendo, Carminucci e Harrison Panis.

Grosseto, per la sua storia (a luglio festeggerà 60 anni di vita con un evento che coinvolgerà giocatori, tecnici e dirigenti), non merita un simile trattamento. Bonifazi e Fraccari non dovranno farla passare liscia a chi ha pensato di essere più furbo di chi ha gestito per anni la società ed anche di chi l’ha presa in mano da quest’anno, costringendolo a scelte che si sono rivelate sbagliate. Duecentomila euro sono una cifra troppo grossa per fare finta di niente. L’accordo tra le due parti varrà quel che varrà a livello legale, ma andrà difeso l’onore (e il bilancio) di Mazzei e Magalotti e di una città che ha capito con largo anticipo come sarebbero andate a finire le cose e che sarebbe pronta a stringersi attorno ai vertici attuali, a patto di vedere un progetto serio, basato sui giovani e sulla “grossetanità” della società.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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