Il dolore
Scommesse, ore cruciali per Iaconi e Consonni
Riprende il processo a Roma, attesa per le sentenze della Disciplinare Turati: «Conteh si è inventato di sana pianta quattro o cinque cose su di me»
GROSSETO. Sono ore decisive. Per Consonni, per Iaconi e per l’Us Grosseto. Riprende a Roma il processo federale per il calcioscommesse e sono attese le sentenze per chi non ha patteggiato la pena. Palazzi ha chiesto 1 anno per il centrocampista e 4 anni e mezzo per l’ex ds biancorosso che tuttavia, con le sue dichiarazioni di venerdì, ha riaperto una pagina importante del procedimento. E non solo per se stesso.
In attesa di conoscere il contenuto esatto delle dichiarazioni del dirigente - che orienteranno la Procura federale e dunque la Commissione disciplinare (ma anche la Procura di Cremona) - vale la pena di esaminare alcune delle parole dell’interrogatorio che Marco Turati ha sostenuto di fronte al gip Salvini il 30 maggio scorso. Parole nelle quali si parla di attendibilità di dichiarazioni altrui: «Anche io ho letto le dichiarazioni di Conteh alla Procura federale - ha detto il difensore - e le dico che ci sono quattro o cinque cose che mi riguardano inventate proprio di sana pianta. Cioè, lui parla di un pranzo cui io avrei partecipato prima di Reggina-Grosseto per decidere questa partita. E nego con forza questa cosa, perché a me i soldi me li diede Carobbio, solo io e lui. Poi (Conteh) parlò che ci fu una cena, e anche lì io non fui mai presente. Per cui insomma...».
Turati si ferma lì e parla poi di altre partite, come Albinoleffe-Grosseto (un pari proposto da Garlini a Carobbio che ne parlò nello spogliatoio - la risposta fu un “no” corale) e Salernitana-Grosseto (i soldi che Camilli avrebbe dato a Stendardo a titolo di corruzione). Ma la domanda viene spontanea: come si fa a capire a cosa credere e a cosa no?(p.s.)
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