Sicurezza
«Una serie A può valere 30 milioni»
GROSSETO. «Quando dico che “si sente puzza di scommesse” intendo riferirmi a mie semplici sensazioni che nascono dal rilievo che i calciatori in serie B percepiscono ingaggi che normalmente non...
GROSSETO. «Quando dico che “si sente puzza di scommesse” intendo riferirmi a mie semplici sensazioni che nascono dal rilievo che i calciatori in serie B percepiscono ingaggi che normalmente non superano i 90-100mila euro l’anno; posto che la promozione in serie A vale, a seconda delle piazze, dai 20 ai 30 milioni di euro, non mi meraviglierei che qualche calciatore possa essere oggetto di dazioni di denaro da parte di soggetti interessati a favorire la promozione in A di una squadra piuttosto che un’altra». È un passo del verbale dell’audizione che Piero Camilli rese alla Procura federale (vice procuratore Squicquero e sostituto procuratore Corona) il 24 febbraio 2009, tre giorni dopo Grosseto-Livorno 2-3 e la ricezione della lettera anonima “Camilli si svegli, la stanno fregando!”. Un fascicolo che non è andato più avanti.
«Confermo che si tratta di mie senzazioni e non ho alcun indizio o elemento al riguardo.Sono a conoscenza, per aver letto articoli di stampa, delle minacce anonime pervenute a portieri di serie B: la mia opinione è che si tratti di una manovra strumentale di soggetti a me sconosciuti tendenti a far acquissire una sorte di verginità sportiva agli eventuali destinatari».
«Il risultato della gara con il Livorno mi ha lasciato molto perplesso, atteso che vincevamo 2-0 e che abbiamo preso gol che forse con maggiore attenzione si potevano evitare.Peraltro tali mie sensazioni sono state in parte alimentate da una lettera anonima che ho ricevuto in azienda nella mattina dello stesso sabato e che allego in copia, busta compresa. In tale missiva mi viene segnalato il fatto che tre miei calciatori avrebbero venduto alcune partite del Grosseto e anche quella di sabato. Non ho consegnato la lettera al rappresentante della Procura federale presente in occasione della gara perché lì per lì non ho dato peso alla lettera, peraltro anonima. Visto però l’andamento della partita, la lettera mi ha profondamente turbato e pertanto la conferisco all’ufficio. Non ho alcun sospetto su chi possano essere i tre calciatori indicati nella lettera anonima».(p.s.)
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