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Il capolavoro di Scheggi due promozioni in due anni

Il capolavoro di Scheggi due promozioni in due anni

RIBOLLA. Il Ribolla vanta una tradizione calcistica lunga e prestigiosa con partecipazione anche in categorie che adesso sono contemplate dal professionismo ma nell'intero dopoguerra la squadra...

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RIBOLLA. Il Ribolla vanta una tradizione calcistica lunga e prestigiosa con partecipazione anche in categorie che adesso sono contemplate dal professionismo ma nell'intero dopoguerra la squadra mineraria ha sempre oscillato tra la Terza e la Seconda categoria. C'è voluto un autentico mago come Lorenzo Scheggi, l'allenatore specializzato nelle promozioni ad effettuare il doppio salto, in due anni dalla Terza alla Prima categoria.

Mister, a distanza di pochi anni ha ripetuto l'exploit che aveva compiuto con il Paganico.

«In effetti anche io trovo analogie con quel doppio successo. A Paganico ed a Ribolla ho centrato una promozione dietro l'altra, è una bella soddisfazione e devo dire che siamo stati tutti molto bravi».

Quando lei è arrivato la squadra occupava una anonima posizione in Terza categoria. Come è stata possibile una rivoluzione del genere?

«Non esistono segreti, la componente principale è il lavoro, ed avere a disposizione un gruppo di ragazzi intelligenti che sanno quando è il momento di scherzare e quando occorre applicarsi con dedizione. A questo aggiungiamo che ho trovato una società efficace con il presidente Luca Agostini ed il direttore sportivo Fabio Macii che svolgono il loro ruolo in maniera impeccabile».

Lei passa per essere un difensivista ma quest'anno ha messo in evidenza un attacco formidabile. Si tratta di una metamorfosi tattica?

«Siamo stati la seconda migliore difesa del campionato. In attacco ho potuto disporre di quattro giocatori fantastici, Conti, Guscelli, Bartalucci e Burioni».

In 13 anni ha ottenuto 6 promozioni. Ha vinto a Campagnatico, Civitella e due volte a Paganico e Ribolla. Non è riuscito a vincere soltanto a Batignano, come mai?

«Ricordo che a Batignano fui esonerato quando eravamo ad un punto dal primo posto. È stato il mio primo e finora unico esonero, ognuno tiri le conclusioni che vuole».

Quale avversario le ha fatto più paura?

«Maglianese, Paganico e Porto Ercole si sono alternate secondo i momenti, non saprei esprimere una squadra in particolare. Forse il Sorano».

Quando ha capito che avrebbe potuto vincere il campionato?

«A quattro giornate dalla fine ho detto ai ragazzi che se le avessimo vinte tutte il campionato era nostro».

Ha una dedica per questa vittoria?

«Ce ne sarebbero tante ma credo che la meriti particolarmente mia moglie Antonella».

Il futuro?

«Resterò a Ribolla e sono pronto a sottoscrivere la conquista della salvezza anche all'ultimo minuto dei playout».
Paolo Mastracca

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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