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Grosseto

«Non me lo aspettavo a due turni dalla fine»

«Non me lo aspettavo a due turni dalla fine»

Lo strano record: mai il presidente aveva esonerato un mister due volte nella stessa stagione

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GROSSETO. «C'è poco da commentare, di sicuro non me lo aspettavo, a sole 2 giornate dalla conclusione del campionato e con l'obiettivo della salvezza praticamente raggiunto».

Così mister Ugolotti commenta il secondo esonero dal Grosseto, nella stessa stagione. Mai, nella stessa stagione, Camilli aveva esonerato un mister due volte e mai aveva preso quattro mister diversi.

Ha sentito il presidente? Cosa le ha detto? «Per la verità no. Ma spero di sentirlo, mi farebbe comunque piacere se dovesse chiamarmi. A Camilli devo tanto, per l'opportunità che mi ha offerto, mi spiace solo per come è finita, ma io ho di sicuro la coscienza a posto. Lo stimavo e lo stimo tutt'ora».

L'ormai ex tecnico biancorosso, ha dovuto apprendere la notizia del proprio esonero tramite terzi. Alla festa degli Industri di domenica sera, il patron non gli aveva manifestato alcuna intenzione, limitandosi ai saluti. Una decisione, maturata nella notte. Evidente, dalle parole di Ugolotti, l'ampia diversità di vedute sulle potenzialità di questo Grosseto.

«Io credo che 48 punti non siano un brutto bottino, se consideriamo tutto quello che è successo quest'anno. Pensiamo intanto che se stasera il Livorno non dovesse vincere, la salvezza sarebbe matematica. Almeno quella sul campo. Poi, di altre questioni non possiamo dire quel che accadrà. Ma per quanto mi riguarda, sin dall'inizio era stato chiesto di salvare il Grosseto con certo anticipo, come obiettivo minimo e così è stato. Non dimentichiamo che da quando sono tornato, mi son ritrovato a dover gestire la questione Narciso, per non parlare degli infortuni che hanno falcidiato la zona mediana, togliendo quel poco di qualità che avevamo in mezzo al campo, con Jadid prima e Consonni poi. Se qualcuno pensa che questa squadra poteva fare di più, può farlo tranquillamente, ma secondo me, in questa situazione, era ben difficile. Senza infortuni e con qualche altro acquisto, forse. A questo, vanno aggiunti i tanti cambi in panchina. Insomma, se si era partiti con un progetto, con delle idee, queste le abbiamo ben presto perse per strada».

Anche il primo esonero, era stato giudicato frettoloso...

«Infatti è così. Se questo di esoneri mi sorprende, il primo dopo la sconfitta di Sassuolo proprio non ci stava per niente. In ogni caso, questo è il calcio. Conoscevo Grosseto e il presidente, già prima di accettare questa panchina e sapevo quelli che erano i rischi che avrei corso. Ho accettato la sfida e, ripeto, secondo me non abbiamo fatto poi così male».

Difficile dargli torto, anche se Ugolotti in realtà, paga più per alcune scelte tecniche che al presidente pare non siano piaciute troppo.

E adesso? «Auguro al Grosseto di finire bene. Sono certo che i ragazzi condurranno la barca in sicurezza. Certo, anche la spada di Damocle delle scommesse ha influito, nel senso che sapevamo di dover fare più punti possibili. Speriamo bene».

Paolo Franzò

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