Il Tirreno

Grosseto

Grifone schiacciato dal poker Pescara

di Pierluigi Sposato
Grifone schiacciato dal poker Pescara

Un autogol, un’espulsione: la Giornata biancorossa è nera

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GROSSETO. Avere l'attacco più potente della cadetteria (da ieri 84 gol) qualcosa vorrà dire. Magari, il giorno che le polveri sono un po' bagnate o il giorno che ti manca il cannoniere principe, il solo timore che una simile potenza di fuoco incute nelle difese avversarie può rivelarsi sufficiente per sbloccare il risultato. Nasce così il primo dei quattro gol che il Pescara segna allo Zecchini nella Giornata biancorossa diventata purtroppo tristemente nera. Un gol segnato tardi, è vero, rispetto alle brutte “abitudini” che il Grifone ha regalato ai suoi tifosi, cioè non nel primo quarto d'ora. Ma comunque un gol che rompe un equilibrio soffertamente conservato dai biancorossi, decisamente inferiori in portata offensiva. E' Alfageme, suo malgrado, a rompere la monotonia di uno 0-0 che si trascina per oltre mezz'ora. Purtroppo nella propria porta, di testa, nel tentativo di anticipare Maniero su uno spiovente dalla destra.

E prima? Prima qualche schermaglia. Insigne, Cascione, Balzano ci provano dalla lunga distanza ma sbagliano la mira (4', 10', 14'). Poi super Viotti si tuffa a sinistra per deviare in corner il siluro di Caprari (21') e quindi chiude Maniero (in fuorigioco?) spingendo il pallone in angolo (23'). Sporadiche le azioni biancorosse. In quella più pericolosa, al 31', Caridi parte in percussione: pallone ad Alfageme che perde l'attimo giusto proprio davanti all’area piccola e poi gli adriatici liberano in qualche modo. Ugolotti parte col 4-4-2, poi schiera Caridi trequartista, poi lo scambia con Mancino per cercare alternative sulle fasce. Ma la porta di Anania resta lontanissima. Sull’altro fronte, Insigne fa impazzire sia Petras sia Crimi: e quest’ultimo, per fermarlo, rimedia il giallo che gli impedirà di giocare la sfida di sabato prossimo a Modena (era in diffida). Al 33' l'autogol dell'argentino, inconsolabile per l'errore di valutazione nonostante le pacche dei compagni. Non accade praticamente nulla fino al raddoppio biancazzurro, nato da un corner (il primo) che il Grosseto sciupa infantilmente, spianando la strada al contropiede di Insigne, abile nel dribblare l'ultimo difensore e nel perforare Viotti. La risposta del Grosseto arriva al 45' dalla testa di Antei che prova a incrociare di testa: fuori.

Svolta nel centrodestra biancorosso a inizio ripresa. No, non è una scelta politica, è una scelta tecnica di Guido Ugolotti che toglie Mancino e Alfageme per inserire Sciacca e Misuraca spingendo Crimi a fare il centravanti aggiunto. Macché, la mossa non serve. Non passano 8' e il Pescara insacca per la terza volta. Intervento impreciso di Viotti che, su cross, smanaccia il pallone proprio sui piedi di Nielsen, rimanendo a terra: il danese appoggia e marca il suo terzo gol stagionale. Il Pescara potrebbe anche tirare i remi in barca ma Zeman tiene i suoi sulla corda: guai a cali di tensione. Doppio cambio anche per gli adriatici, dentro l'ex Sansovini e Kone. Magari fosse finita qui, per il Grosseto... Al 16', i biancorossi restano in 10 per qualche parola evidentemente fuori posto che Ronaldo pronuncia all'indirizzo dell'arbitro: rosso diretto. In inferiorità numerica contro la seconda forza della B è ancora più diffiicle. Ugolotti richiama in panchina Keko, già pronto a subentrare in maglietta e pantaloncini, smessa la tuta: i piani cambiano. E al 21' ecco il poker abruzzese: pallone filtrante per Sansovini che gira intorno a Calderoni e in scivolata fa passare il pallone sotto il corpo di Viotti in uscita. Esultanza moderata nel ricordo del passato biancorosso. Basta? Ancora no. C'è tempo anche per il gol del Grosseto. Avviene al 30' quando Sforzini si avventa su un pallone che attraversa in diagonale l'area: il bomber va giù mentre Anania esce e Gallione ravvisa un contatto e un intervento irregolare del portiere. Rigore, e Anania ammonito. Va lo stesso Sforzini: la botta è centrale, Anania respinge con i piedi, il pallone si impenna, riprende ancora Nando che di testa spinge oltre la linea. Penalty sbagliato ma comunque gol. Il parziale è di 1-4. E 4 sono anche i minuti di un interminabile recupero, buono giusto per vedere il raddoppio di Sforzini, un appoggio facile facile su percussione di Calderoni dalla sinistra, dove gli era stata lasciata libertà di movimento. È l’ultimo secondo, l’arbitro fischia poi per tre volte.

Finale di 2-4 e Zecchini ancora terreno di conquista. Il Pescara (alla decima vittoria esterna) è la settima squadra che prende 3 punti al Comunale. Il Grosseto è in attesa di tornare a vincere in casa da ormai quattro mesi. Un’attesa interminabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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