Gioco
Trecento pattinatori in gara a Marina per il Gp Liberazione
Da tutta Italia per le categorie di età tra i 7 e i 15 anni Ci saranno i campioni del mondo Duggento e Corno
MARINA DI GROSSETO. Trentacinque squadre con quasi trecento giovani atleti in gara di età 7-15 anni prendono parte da stamani e per l'intera giornata alla 45esima edizione del Gran Premio di Liberazione, “storica” manifestazione primaverile di pattinaggio a rotelle presentata di fronte al sindaco Emilio Bonifazi, al vicesindaco Paolo Borghi ed ai vertici della Federazione Italiana Pattinaggio e dello staff tecnico della Nazionale Italiana Allievi che gareggia nel trofeo.
«E' la prima edizione che vivo da presidente – spiega Giovanni Basile, presidente Polisportiva dilettantistica As Marina – e la presenza della rappresentativa italiana e di due campioni del mondo, come Gregory Duggento e Gabriele Corno, rende onore a tutta la Maremma». La Federazione ha scelto da qualche anno Marina di Grosseto per un raduno che anticipa le competizioni agonistiche da affrontare nella stagione anche se, per i lavori di ristrutturazione, le gare non si terranno nel velodromo della cittadina ma su strada. «Per la nazionale giovanile – dice il ct Giulio Ravasi – è una tappa importante in vista dei prossimi eventi agonistici. Nella squadra ci sono giovani promettenti che faranno un salto di qualità a livello mondiale».
L'evento si divide in tre gare competitive su strada, sia maschili che femminili: si parte alle 9 con il 27° trofeo “Martiri di San Leopoldo”-”18° trofeo Marco Romiti”, con la sfida tra esordienti e giovanissimi sulle distanze 200-400-600-800 metri in linea; a seguire, il 7° Memorial “Michelangelo Garra”, per le categorie esordienti, giovanissimi/e, allievi/e e ragazzi/e nelle specialità 100-500 metri sprint; ed infine, il “clou” con il 45° “Gran Premio della Liberazione”, per ragazzi ed allievi (1500, 3000 e 5000 metri). «Questo evento – conclude il presidente regionale Fihp, Mario Tinghi – è uno dei più “antichi” organizzati a livello nazionale e serve per creare le condizioni per rilanciare l'immagine della disciplina, al momento un po' offuscata».
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