Il Tirreno

Grosseto

La salvezza è a portata di mano

di Paolo Franzò
La salvezza è a portata di mano

L’entusiasmante vittoria di Varese voluta fortemente da Ugolotti e da tutta la squadra

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GROSSETO. Una vittoria entusiasmante. Questo è di fatto quella di Varese, portata via dal Grifone nel posticipo di lunedì dopo 97' di durissima battaglia sportiva, su un terreno infame, intriso d'acqua al limite della praticabilità.

Una vittoria che di fatto vale tantissimo, con la salvezza matematica (al netto di quel che potrà accadere o meno, per le vicende del calcio scommesse) adesso davvero a portata di mano. Se qualcuno si aspettava una risposta dal Grosseto, eccola bella forte, testimoniata, se ci fossero dei dubbi, dalla gioia e dalla festa di tutto il gruppo, manifestata a fine gara davanti al manipolo di tifosi biancorossi saliti sino a Masnago, in una serata che di primaverile non aveva proprio niente.

Insomma, un successo d'altri tempi. Fortemente voluto da tutti, non solo quelli che Ugolotti ha mandato in campo. Il tecnico di Massa testimonia una volta ancora la propria abilità nel preparare al meglio le partite in campo esterno. Certo, si deve onestamente dire che, stavolta, la dea bendata ha certamente sorriso ai colori della Maremma. Altrimenti, il gol del raddoppio annullato a Terlizzi in altri momenti sarebbe stato convalidato e con la partita sul 2-0 probabilmente oggi staremmo scrivendo dell'altro.

Ma dopo tanta sfortuna, dopo tante decisioni arbitrali avverse nelle giornate precedenti, se per una volta gira bene anche al Grosseto non c'è nulla di cui scandalizzarsi. A Varese se la son presa molto, ma da queste parti sappiamo bene che certe cose possono accadere e di certo i torelli non sono squadra che si possa dire che goda di un occhio di riguardo, anzi. E lo si è capito poco dopo, quando l'ex Bressan è stato graziato da Mariani per quell'uscita scellerata su Crimi che meritava (per la normativa vigente) un cartellino di ben altro colore. Qui, si deve aprire una parentesi e ripensare alla sera prima, quando Stekelemburg era stato cacciato contro la Juve, per un fallo certamente meno grave di quello di Bressan. Forse (ma l'International Board ci sta già lavorando) è il caso di fare chiarezza su questi falli da ultimo uomo, senza lasciare al direttore di gara la propria interpretazione.

Tornando invece all'impresa biancorossa, diciamo che si è visto un Grosseto che ha saputo soffrire. Una squadra che certo non gioca un calcio spettacolare, ma che è riuscita a trarre il massimo da quelle che sono le sue peculiarità. Fondamentale l'ingresso di Alfageme. Ma prima, il Varese ha a lungo sbattuto sulla diga piazzata da Ugolotti. Oddio, l'approccio era stato una volta ancora da brividi, con quel vantaggio varesotto giunto dopo soli 6'. Poi, è vero, tanti errori sotto misura, da parte degli uomini di Maran. Ma il Grosseto non ha mai mollato un centimetro. Ha stremato il suo avversario e alla fine lo ha infilzato inesorabilmente. Implacabilmente. Il primo gol stagionale di un difensore (Padella) che poi deve anche abbandonare, stoico, con una spalla fuori posto (oggi la risonanza). Infine, anche il colpo di fioretto, con la splendida azione di Alfageme e la rete di Sciacca. Il calcio è anche questo.

Bravo Ugolotti, nella scelta dell'undici iniziale. Bene anche Asante davanti alla difesa. Adesso, manca ancora un piccolo sforzo; battere il Padova, per ritornare alla vittoria in casa. Per vincerne 2 di fila. Per evitare di tornare ancora una volta in ritiro (anche se male non deve poi aver fatto). Per rimanere nella parte sinistra della classifica. Con questo spirito, è possibile. Mancherà Padella, tornerà Olivi. Poi toccherà a Ugolotti. Un campionato pazzesco, un pazzo Grifone. Da amare, così com'è.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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