Italia
Coni: «Lo sport rischia di morire»
La paventata riforma delle strutture provinciali del Coni, che in questi giorni è anche oggetto di una interpellanza parlamentare, potrebbe mettere definitivamente in ginocchio lo sport nazionale e,...
La paventata riforma delle strutture provinciali del Coni, che in questi giorni è anche oggetto di una interpellanza parlamentare, potrebbe mettere definitivamente in ginocchio lo sport nazionale e, a cascata, anche quello di casa nostra. A lanciare il grido d’allarme il presidente provinciale del Coni Alessandro Capitani. «Se la decisione presa dal presidente nazionale Petrucci dovesse trovare conferme, come sembra, la sede del Coni di Grosseto, la casa dello sport maremmano, potrebbe chiudere definitivamente, lasciando in difficoltà tutte le federazioni che hanno qui da noi un punto di riferimento per tutta la loro attività» conferma il dirigente grossetano.
«È a rischio tutto lo sport maremmano, ma non solo - continua Capitani - anche alcune iniziative importanti come l’alfabetizzazione motoria, senza dimenticare Giocosport e Sport Amico che coinvolge circa un migliaio di bambini delle scuole elementari e poi i giochi della gioventù e i giochi sportivi studenteschi vedrebbero ridursi drasticamente la loro attività non solo sportiva, ma anche di funzione sociale» conclude il presidente Capitani che non lo conferma, ma se dovesse partire la riforma voluta da Gianni Petrucci in Toscana, potrebbero chiudere tre sedi compresa quella di Grosseto che verrebbero accorpate a Firenze o a una sede regionale più vicina.
A salvarsi potrebbero essere la federazione calcio, quella della pallavolo e basket considerate le più importanti per numero di società e praticanti. La partita per salvare lo sport di casa nostra è cominciata.
Massimo Galletti
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