Il Tirreno

Grosseto

Il “brodino” di Bari è un risultato equo

di Paolo Franzò
Il “brodino” di Bari è un risultato equo

Il Grifone si conferma squadra da trasferta anche se ancora rode maledettamente il gol preso nel finale

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GROSSETO. Un brodino prima del pranzo pasquale è tutto sommato salutare. Deve pensarlo anche il Grosseto, all'indomani del pareggio del San Nicola che proprio a una minestrina assomiglia. Diciamoci la verità: il risultato, alla fine, è assolutamente onesto, per quanto roda maledettamente essere raggiunti proprio quando pensavi di avercela fatta.

Ugolotti non può parlare, ma il primo piano che ci regala la tv, subito dopo il gol del pari pugliese, vale per un'intera conferenza stampa. Certo, per dirlo proprio alla maremmana: «Ogni tanto un eurogol fatecelo, eh?». Non si contano più in questa stagione prodezze balistiche di illustri "sconosciuti" avversari che s'infilano nella porta biancorossa, quasi che il pallone sia attratto da una sorte di calamita.

Che dire? E' stato il Grosseto che ci aspettavamo. Insomma, la versione da trasferta ormai nota, di un Ugolotti che tutto sommato continua a dirci (anche se non parla) che, se ci fosse stato lui tutto l'anno, forse forse qualche punticino in più in classifica, potremmo pure contarlo. Ma con i se e con ma, non si costruisce nulla e allora ci chiediamo: «e se fosse proprio lui il tecnico ideale, da cui ripartire la stagione ventura? Perché no?». Questione di gusti per carità: a tempo debito, ci penserà chi di dovere. Ma questo allenatore ha senza dubbio idee chiare e solide e su quelle lavora, pure con discreti risultati, valutando tutto quanto. Anche adesso che siamo nel pieno del "lancio" dei giovani e della consacrazione di quelli che resteranno.

Adesso non gioca più la miglior squadra possibile. Un po' perché molti di quelli migliori purtroppo son rotti. Un po' perché si deve appunto guardare già alla prossima stagione. La salvezza, del resto, è ormai poco più di una formalità, vista la classifica. E malgrado i cambiamenti - non di poco conto se pensiamo ad esempio che a Bari, ha giocato insieme una mediana mai vista - i risultati continuano ad arrivare. Viotti è indicato come il portiere del futuro? Beh, il ragazzino deve crescere, in personalità e nelle uscite di sicuro, ma intanto inizia il suo percorso con largo anticipo. Lo stesso si potrebbe dire per Calderoni: quel pallone lasciato rimbalzare sopra la testa, per la gioia di un poi impreciso Defendi, lo rimanda a prestazioni più attente. Bene Ronaldo che adesso può e deve riprendersi il centrocampo. E Alfageme? Più ti fa arrabbiare e più segna, non si può davvero criticare. Forse dosarlo meglio, quello sì. Infine Sforzini; quando nel finale lascia per terra quell'insopportabile di un Borghese, idealmente eravamo con lui. Non fosse altro perché quel cervellotico di un Cervellera ha lasciato che il difensore pugliese menasse il bomber biancorosso per 90'. E gli altri? Scegliamo il piccolo Keko che vorremmo apprezzare qualche minuto in più. Se possibile. Ma lascia sempre la sensazione che possa fare qualcosa d'interessante in quei pochi minuti che gioca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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