Sicurezza
Il Gavorrano adesso crede nei playoff
GAVORRANO. Il direttore generale rossoblù l'ha definito «il termometro del campionato» e in effetti l'etichetta calza a pennello. Un doppio apuntamento nel giro di tre giorni, con l'Aprilia prima e...
GAVORRANO. Il direttore generale rossoblù l'ha definito «il termometro del campionato» e in effetti l'etichetta calza a pennello. Un doppio apuntamento nel giro di tre giorni, con l'Aprilia prima e il Catanzaro poi.
Ecco come verrà misurata la febbre da play off a Gavorrano. Alla fine della prossima settimana infatti sarà più che lecito fare i conti al Malservisi-Matteini. A quel punto mancheranno cinque partite alla fine della stagione e se i minerari, una volta archiviato il doppio appuntamento, riusciranno a stare aggrappati al treno che porta ai play off allora il sogno sarà davvero ad un passo dalla realtà. Perché Aprilia e Catanzaro sono il termometro?
Basta guardare la classifica: la prima è la diretta inseguitrice dei rossoblù, a sette punti di distanza. Il Catanzaro, invece, è la capolista. Superare indenni questo tour de force significherebbe aver scavalcato l'impegni più ardui che il calendario riserva a Gavorrano da qui alla fine. Certo, anche dopo non mancheranno sfide delicate, con le squadre che lottano per la salvezza. Ma il più sarebbe fatto. In attesa di questa tre giorni di fuoco, però, i minerari possono guardare anche le concorrenti. In particolare la Paganese, ad un solo punto di distanza, che occupa il sesto posto in classifica.
L'ultimo utile per accedere ai play off. E la squadra di Pagani affronterà la capolista subito dopo il Gavorrano. Passare sani e salvi il doppio appuntamento, quindi, significherebbe mandare il lupo nel pollaio avversario.
Renato Buso però di questo non vuole parlare. Anzi. Il tecnico ha detto più volte che i ragazzi si esprimono al meglio se non sentono la pressione addosso. «Devono giocare con serenità», dice mister Buso. Parole sante, ma è più che probabile che i calciatori siano stati i primi a fare questi conti.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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